CRONACA
Citterio:"Delusi ma il Rubik non è morto"
Il direttore dell'Associazione bancaria ticinese commenta il no tedesco all'accordo fiscale con la Svizzera e guarda con fiducia a quello con l'Italia

VEZIA - "Si sapeva già che l'esito poteva essere questo, quello che ci ha sorpreso però è i numero dei voti favorevoli: solo 21, ci aspettavamo qualcosa in più. C'è delusione. Il settore bancario era pronto a far partire la macchina che richiede un grande dispendio di energie dal profilo della gestione delle informazioni e dei sistemi informatici. Ora tutto è fermo e la clientela continua a chiedere consigli su cosa sia meglio fare". Il direttore dell'Associazione bancaria ticinese (ABT) Franco Citterio commenta così il no del Bundesrat all'accordo fiscale con la Svizzera.

Accordo, lo ricordiamo, che aveva comunque passato lo scoglio del Bundestag. Ma alla camera dei Länder la maggioranza rosso-verde ha affossato l'imposta liberatoria. 

Che fare ora? La Confederazione può ancora sperare in una conciliazione tra le due camere del parlamento tedesco. Oppure negoziare un compromesso con Berlino. Per Franco Citterio ora "non c'è spazio per nessun compromesso perché l'accordo bocciato oggi era già di fatto un compromesso. Se ci sarà una mediazione il testo non deve essere modificato" ci dice il direttore dell'ABT. 

La sensazione che il treno dell'accordo che poteva mettere d'accordo tutti sia già passato è forte. Anche perché la Germania è entrata in una fase di aspra campagna elettorale. Angela Merkel sta perdendo consensi e la possibilità che il prossimo governo che uscirà dalle urne, il prossimo ottobre, sia socialdemocratico è molto concreta. "Certo che con un cancelliere rosso-verde è probabile che di accordi fiscali sul modello di Rubik con i tedeschi per un po' non se ne parlerà più" dice Citterio.

"Comunque aspetterei prima di parlare di tramonto del Rubik. Non dimentichiamo che altri paesi hanno accettato gli accordi proposti da Berna, come l'Austria e la Gran Bretagna, e altri paesi sono molto interessati. C'è da sperare che ora la palla a livello continentale non passi all'Unione europea, perché Bruxelles vuole imporre un semplice, e sconveniente per noi, scambio di informazioni" commenta Citterio.

Ma il no tedesco rischia di avere un effetto sulle trattative con l'Italia, che toccano più da vicino il Ticino? "Direi di no. Qualche influsso potrebbe averlo, ma con l'Italia le trattative sono già a buon punto" conclude il direttore dell'ABT.

IC

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