Il consigliere Nazionale del PLR e il presidente della Lega, commentano la bocciatura della Germania agli accordi fiscali con la Svizzera

LUGANO – Su Rubik hanno idee antitetiche. Per Fulvio Pelli è una stragia che si rivelerà vincente per la piazza finanziaria elvetica. Per Giuliano Bignasca è una disgrazia. Ma entrambi, seppur con accenti e con ragioni diverse, sono concordi sul fatto che la Svizzera non debba preoccuparsi più tando per il “no” tedesco agli accordi fiscali, sancito oggi dal Bundesrat, la camera dei länder.
Fulvio Pelli: "Peggio per loro..."
“Ogni Stato è autonomo, e se il Governo tedesco non è in grado, per problemi politici interni, di far ratificare gli accordi che sottoscrive, ne prendiamone atto e continueremo la nostra strategia senza la Germania, facendo accordi con altri paesi. Poi, tra un paio d’anni tireremo le somme e vedremo se la strategia Rubik è stata positiva, come io penso sarà”, commenta a liberatv.ch il Consigliere Nazionale PLR.
Secondo Fulvio Pelli “lo scambio automatico di informazioni non può essere una soluzione per due motivi fondamentali. Primo, è un mostro burocratico: dovremmo far girare documentazione bancaria in tutta Europa senza che nessuno abbia il tempo di vagliarla. Secondo: non è un’ipotesi pensabile senza una preliminare amnistia fiscale, e non credo proprio che nessun paese europeo o del mondo farà un’amnistia per le nostre esigenze. Lo scambio automatico è un’opzione ideologica della sinistra”.
Ma quindi che fare, adesso, dopo il nein di Berlino? “Ora aspetterei tranquillamente che la Germania torni a chiederci di fare questo accordo tra alcuni anni, perché è troppo interessane perché lo rifiutino alla lunga. Adesso discutiamo con l’Italia, la Francia e altri paesi. La Germania intanto si arrangerà a perseguire gli evasori come vuole”.
Giuliano Bignasca: "Una splendida giornata"
Giuliano Bignasca non ha esitazioni nel commentare il voto del parlamento tedesco: “È una bellissima giornata, anzi splendida, come cantava Vasco Rossi. Un giorno da festeggiare!”, dice il presidente della Lega. “La Germania ci ha fatto un grande favore, grazie all’ottusità dei socialdemocratici. Con questo voto Rubik è morto. E adesso dobbiamo immediatamente ritirarci dalle trattive con l’Italia. È chiaro che dopo il voto tedesco, noi lanceremo un referendum per qualsiasi intesa che la Svizzera dovesse sciaguratamente raggiungere con l’Italia. Per noi non aveva senso trattare prima con Monti, figuriamoci alla luce di quanto successo oggi”.
Però se non si faranno gli accordi, bisognerà prevedere nuove pressioni sulla Svizzera, facciamo notare. “Per prima cosa le banche svizzere dovrebbero chiudere tutte le filiali negli Stati Uniti. Solo questo gesto risolverebbe più della metà dei nostri problemi. In seconda battuta i grandi banchieri la devono smettere di piangere e devono tirare fuori capacità e attributi. Terzo: la finanza elvetica la smetta di fare scorribande in giro per il Mondo, accumulando multe milionarie, e ritorni a dare sostegno all’economia svizzera, in particolare all’industria. Quarto e ultimo punto: bisogna avere un esercito credibile come quello di Israele e non come quello che abbiamo oggi”.