CRONACA
Maxi operazione anti 'Ndrangheta: un boss viveva a Lugano
Blitz sull’asse Regio Calabria-Milano-Lugano. Uno dei componenti più importanti affiliato all'associazione mafiosa, Carlo Antonio Longo, residente da anni sulle rive del Ceresio, operava secondo gli inquirenti per riciclare denaro sporco. Gli investigator

MILANO/LUGANO - Maxi blitz anti 'Ndrangheta sull’asse Regio Calabria-Milano-Lugano. Sono oltre una ventina gli arresti messi a segno da Polizia e Carabinieri nei confronti di affiliati alla cosca Bellocco di Rosarno. Agli arresti è finito anche il boss latitante Ettore Lanzino.

L’azione delle forze dell’ordine è scattata nella Piana di Gioia Tauro, in Lombardia e anche in Ticino. Nel nostro Cantone sono stati sequestrati alcuni beni. Fondamentale il contributo degli inquirenti ticinesi che ha permesso l'arresto di quello che la magistratura considera uno dei componenti più importanti affiliato all'associazione mafiosa, Carlo Antonio Longo, residente da anni nel luganese, da dove operava anche per riciclare denaro sporco. Longo è stato fermato in Italia. Gli arrestati sono accusati di reati come delitti di associazione mafiosa, detenzione di armi, rapine, intestazione fittizia e altri.

E in contemporanea agli inquirenti italiani, anche quelli federali hanno diramato una nota stampa: “Oggi, sabato 24 novembre 2012 il Ministero pubblico della Confederazione e la Polizia giudiziaria federale hanno ordinato ed effettuato perquisizioni presso una società fiduciaria e in un domicilio privato nel Cantone Ticino e nel Cantone dei Grigioni; alcune persone sono state interrogate e due immobili sono stati posti sotto sequestro in Ticino”.

La Procura federale precisa che “l’operazione è avvenuta nel quadro di indagini avviate in Svizzera nel settembre 2009 per sospetto di organizzazione criminale, riciclaggio di denaro ed altri reati nei confronti di alcune persone di nazionalità italiana in parte residenti a Lugano”.

Il Ministero pubblico della Confederazione ha collaborato dall’inizio delle indagini nel quadro di un Gruppo di indagine comune internazionale nel quale la Polizia giudiziaria federale ha operato con gruppi speciali della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato italiane.

“Le indagini comuni – si legge nella nota stampa - sono state condotte in particolare con l’obiettivo di individuare, anche in Svizzera, i partecipanti e i sostenitori di un’organizzazione criminale mafiosa di stampo ‘ndranghetistico originarie e con base nella regione di Reggio Calabria. Nel territorio della Confederazione sino ad oggi non sono stati disposti arresti”.

Sul fronte italiano, gli inquirenti hanno eseguito numerose perquisizioni e sequestrando beni e aziende per 2,5 milioni di euro. L’inchiesta è condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria con la Procura di Palmi, in collegamento investigativo con la Dda di Milano e la Procura federale di Lugano.

Nel corso del maxi-blitz è stata sequestrata la Blue Call, l'azienda che gestiva call center con sedi operative a Cernusco sul Naviglio (Milano) e a Rende (Cosenza). Un’attività che sarebbe stata infiltrata dalla cosca dei Bellocco. È stata inoltre sequestrata anche una sala giochi di Cormano (Milano), sempre gestita dalla famiglia Bellocco.

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