CRONACA
Addio Tita: il Ticino piange l'architetto Carloni
Si è spento all'Ospedale Beata Vergine di Mendrisio. Aveva 81 anni
MENDRISIO -  Tita Carloni si è spento sabato all'ospedale Beata Vergine di Mendrisio all'età di 81 anni. Il Ticino perde uno degli architetti e delle personalità culturali e politiche di riferimento degli ultimi decenni.

Carloni aveva dedicato parte della sua vita anche all'impegno politico attivo. E dal 1971 al 1978 aveva ricoperto la carica di deputato in Gran Consiglio per il Partito socialista autonomo.

Negli anni recenti non si può non ricordare la sua battaglia a favore dei camosci del Monte Generoso. Una contesa che insieme ad altri era riuscito a vincere, grazie anche a un clamoroso sostegno popolare, ottenendo il divieto di caccia dell'ungulato sul suo amato monte.

Biografia

Figlio di Taddeo, pittore-decoratore, insegnante alla Scuola dei pittori a Lugano, e di Elvezia Piffaretti. Dopo gli studi liceali, si è diplomato al Politecnico federale di Zurigo nel 1954. Si è sposato in prime nozze con Ilse Ruetsch e in seconde nozze con Luigia Cairoli. 

Formatosi negli studi di Rino Tami e Peppo Brivio, ha poi collaborato con Luigi Camenisch dal 1956 al 1961, Luigi Snozzi e Livio Vacchini dal 1965 al 1968, con Mario Botta per il progetto per il nuovo Politecnico di Losanna nel 1970.

Ha collaborato con Max Bill nella realizzazione del settore Art de vivre, epicentro culturale dell'Esposizione nazionale di Losanna del 1964. Professore alla scuola di architettura dell'Università di Ginevra (1968-1991) è stato membro della Commissione cantonale della protezione dei monumenti (1960-1967) e della Commissione federale delle belle arti (1988-1989). Dal 1971 al 1978 è stato deputato del Partito socialista autonomo (PSA) al Gran Consiglio ticinese.

Tra le sue più significative realizzazioni vi sono le Case a Rovio (1957-1968) e ad Arosio (1969-1974, 1994), le Case a schiera di Balerna (1974) e le Case d'appartamenti, negozi e uffici a Lugano nel 1960, la scuola a Stabio (1974) e il Palazzo dell'Organizzazione cristiano-sociale ticinese a Lugano nel 1970. 

Autore (con Snozzi e Vacchini) di un Piano del centro storico di Bellinzona (1968), ha inoltre operato diversi restauri, tra cui quello delle Case parrocchiali a Sorengo (1968-1971), del Palazzo City a Chiasso (1989) e della facciata ed esterni della cattedrale di San Lorenzo a Lugano dal 1998 al 2003.

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