La "direttrice" (Dirigente scolastico della scuola elementare) dell'istituto di Dino fu condannata sei anni fa a quindici mesi per promovimento della prostituzione e tratta di esseri umani

di Marco Bazzi LUGANO – Diciamo tre cose. Fissiamo tre punti fermi. Tre fatti incontrovertibili. K.G., la 44enne finita sotto inchiesta nell’ambito delle indagini per quel singolare titolo di reato che recita “violazione dei doveri di assistenza o educazione”, non è poi così estranea alla scuola Montessori di Dino. Può anche dire che faceva la sostituta direttrice, o l’amministratrice. Ma nel sito dell’istituto, al capitolo “Scuola elementare”, si firma “Dirigente scolastico”. Questo è il primo punto fermo. Il secondo è il fatto che K.G. è la donna fotografata in posa equivoca sul cofano di un’auto della polizia cantonale, foto che il Caffè pubblicò una decina di anni fa. A causa sua un commissario di polizia finì sotto inchiesta per ricettazione e almeno un agente perse il posto di lavoro. Oggi quella foto la cercavano tutti, dopo le rivelazioni pubblicate da libertav.ch. La Rsi l’ha mostrata. Ma l’ombra delle luci rosse sulla scuola Montessori di Dino non si limitano a quella foto “simbolica”. Dietro lo scatto ci sta ben altro. E siamo al terzo punto fermo: al processo celebrato nell’ottobre del 2006 alle Assise correzionali di Mendrisio. Il giudice Mauro Ermani condannò K.G. a 15 mesi (citiamo dalla sentenza) per i seguenti reati. - Tratta di esseri umani, per avere, tra il mese di gennaio ed il 7 marzo 2000, a Milano e Magliaso, agendo in correità con (…) allo scopo di favorire l’altrui libidine ed a fine di lucro, esercitato organizzandola la tratta di almeno cinque ragazze rumene procurando loro il lavoro quali prostitute presso l’(…) a Magliaso; - Promovimento della prostituzione, per avere, tra il 6 e l’8 marzo 2000, a Magliaso, in correità con (…) leso la libertà d’azione di persone dedite alla prostituzione, sorvegliandole in questa loro attività o imponendo loro il luogo, il tempo, l’estensione od altre circostanze inerenti all’esercizio della prostituzione; - Ripetuta infrazione alla Legge sulla dimora degli stranieri per avere, tra novembre 1999 e marzo 2000 a Magliaso e Lugano, in correità con (…) facilitato il soggiorno illegale di persone in Svizzera, e meglio per avere (eccetera). E altri reati minori. Sempre dalla sentenza del 2006, leggiamo la storia di K.G. È nata a New York 44 anni fa da cittadini italiani emigrati negli Stati Uniti. Il padre era direttore d'orchestra, la madre cantante. La famiglia si è poi trasferita dapprima a Campione d'Italia quando l'imputata aveva 6 anni e successivamente, dal 1983 in Ticino. Frequentate le scuole elementari nell'enclave e le medie a Bellinzona, ha fatto ritorno negli Stati Uniti dove, nel 1991, si è laureata in economia. Rientrata in Ticino ha svolto qualche lavoro impiegatizio ed ha pure insegnato lingue straniere, in particolare inglese. (…) Ha avuto un secondo figlio nato da una relazione con un impiegato di polizia. In passato ha svolto l'attività di prostituta. Aveva un giro di clienti piuttosto facoltosi, al punto che le pagavano "almeno" CHF 1'000.- per prestazione. Questa attività è pure stata svolta in Italia dove si recava, in modo itinerante, in appartamenti gestiti da personaggi del giro, dove si accompagnava con clienti senza mai avere una "sede" lavorativa fissa). Accanto a questa attività, almeno fino attorno al 1996, subaffittava appartamenti da lei presi in locazione, a prostitute, in prevalenza sudamericane, che le pagavano la somma di 100 franchi al giorno o duemila al mese. Si trattava in particolare di appartamenti siti a Lugano, Pazzallo, Besso, Paradiso, Massagno e Chiasso. Questa fonte di reddito dovette poi essere interrotta per iniziativa dei locatori che intrapresero nei suoi confronti delle procedure di sfratto a causa delle immissioni moleste che l'attività delle ragazze cagionava a vicini e coinquilini. Frequentato per anni l'ambiente della prostituzione, ha maturato l'idea di aprire un bordello per conto suo. È stata fermata a Lugano/Paradiso la notte dell'8 marzo 2000, verso le 02.15 in quanto, dopo una corsa a velocità sfrenata sull'A2, nella sua vettura è stata trovata in compagnia di tale (…) alias (…), cittadino rumeno già colpito da provvedimento di espulsione. L'inchiesta si è di poi concentrata sull'attività di K.G. nell'ambito della prostituzione, emersa a seguito della perquisizione esperita presso (…) dove sono state rinvenute cinque giovani cittadine rumene con falsi documenti di legittimazione. Dopo le prime reticenze, AC1 ha poi ammesso che il locale altro non era che un postribolo. Confermato l'arresto da parte del GIAR il 9 marzo 2000, AC1 è stata in carcere preventivo, detenuta alla Stampa, fino al 23 marzo 2000. Sono passati 12 anni. Questi sono i punti fermi.