All’interno del Padiglione una scena infernale. Un odore acre, pozze d’acqua, pezzi di soffitto crollati a terra, vetri infranti dal calore. Fuori l'angoscia degli espositori. Guarda le foto

LUGANO – Disperazione, angoscia e rabbia. È questo il sentimento che regna da questa mattina all’esterno del Padiglione Conza, tra i proprietari delle bancarelle distrutte dall’incendio scoppiato ieri sera al centro esposizione.
“Abbiamo perso tutto!”, “Siamo disperati”, queste alcune delle frasi ricorrenti tra chi al Conza aveva deciso di partecipare al Mercatino delle Pulci. Gli espositori, 110 dalla Svizzera e dall’Italia, non potranno verificare i danni subiti fino a lunedì o martedì. I pompieri infatti sono ancora al lavoro per mettere in sicurezza la struttura. Tra la merce incenerita articoli di design, bronzi del 700, moto d’epoca, porcellane, orologi e molto altro.
All’interno del Padiglione una scena infernale, apocalittica. Un odore acre, pozze d’acqua e pezzi di soffitto crollati a terra, vetri infranti dal calore. Un dato rende bene l’idea di cosa è accaduto: i pompieri, ieri sera, hanno misurato circa 900 gradi sul soffitto.
“È un disastro! Adesso abbiamo due grandi interrogativi: come fare i conti dei danni dei singoli espositori (la mostra è comunque assicurata per tre milioni) e quando potremo riaprire, considerato che sono già in programma esposizioni per l’inizio dell’anno”, commenta Fabio Schnellman n responsabile per la Città delle fiere. Una cosa appare fin d’ora certa: il Conza resterà chiuso almeno fino a gennaio.
Intanto perde consistenza l’ipotesi del dolo. A generare le fiamme è stata probabilmente una prolunga surriscaldata. Si apprende pure che a lanciare l’allarme è stata una signora che si è accorta del rogo, tornando casualmente al Conza per aver dimenticato la borsa al suo stand. Ma anche dal ristorante si erano accorti dell’odore di fumo.