CRONACA
Sallusti arrestato in redazione: guarda il video
Il direttore del Giornale scortato dagli agenti fino a casa per scontare i domiciliari. Ma lui evade e viene portato in questura: rischia fino a tre

MILANO - Alessandro Sallusti è stato arrestato. Il direttore del Giornale è stato inizialmente prelevato dagli agenti nella sede del quotidiano in via Negri a Milano. La polizia lo ha poi scortato fino alla sua abitazione per eseguire l'ordine di arresti domiciliari emesso dalla procura. Ma Sallusti, come aveva promesso ieri, non appena ha messo piede in casa è subito uscito. Tecnicamente un'evasione per cui è stato immediatamente riarrestato e tradotto in questura. Il direttore del Giornale verrà processato per direttissima dal tribunale di Milano. Per il reato di evasione rischia una pena che va da uno a tre anni di reclusione.  Sallusti si è rifiutato di accettare i domiciliari in quanto ritenuti un privilegio rispetto alla sentenza emessa contro di lui per il reato di diffamazione che prevedeva, per l'appunto, il carcere. La vicenda giudiziaria   Il 17 giugno 2011 Alessandro Sallusti  è stato condannato dalla Corte d'appello di Milano a un anno e due mesi di carcere e a 5000 euro di pena pecuniaria, per diffamazione a mezzo stampa, in riferimento a un corsivo pubblicato sotto lo pseudonimo Dreyfus nel febbraio 2007 su Libero giudicato lesivo nei confronti del giudice tutelare di Torino Cocilovo che ha sporto querela. Il non riconoscimento della sospensione condizionale della pena (che viene sempre applicata quando, come in questo caso, la condanna non supera i due anni e l'imputato è incensurato, a meno che i giudici non rilevino la possibilità che questi possa reiterare la condotta criminosa in futuro) Il 26 settembre 2012 la Corte suprema di cassazione ha confermato in via definitiva la sentenza a un anno e due mesi di reclusione, di nuovo senza la sospensione condizionale, nonostante il Procuratore Generale della cassazione avesse chiesto il rinvio alla Corte d'appello; in una nota emessa subito dopo il procedimento, la Corte di Cassazione ha precisato che la condanna non deriva dall'aver espresso un'opinione ma dalla pubblicazione di informazioni false. Sallusti è stato condannato sia per omesso controllo in qualità di direttore responsabile sia per "la non identificabilità dello pseudonimo Dreyfus e quindi la diretta riferibilità del medesimo al direttore del quotidiano"; il giorno successivo alla sentenza, l'onorevole Renato Farina ha rivendicato alla Camera la paternità dell'articolo. Il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati ha chiesto e ottenuto che la pena fosse scontata ai domiciliari. Ma Sallusti, come detto, si è rifiutato considerandolo un privilegio. E il resto è storia di oggi.  (fonte wikipedia)

 

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