La soluzione è proposta da quattro consiglieri comunali PLR che interrogano il Municipio. E sul caos in Corso Elvezia...

LUGANO – Il PVP continua a far discutere a Lugano. E di certo sarà uno dei temi caldissimi della prossima campagna elettorale. Settimana scorsa il capodiscastero Angelo Jelmini ha fatto il punto sui primi 100 giorni del piano viario cittadino. Un bilancio soddisfacente, ha detto il municipale, ma non senza problemi.
Fra le cose che non vanno ci sono i semafori. Ed è proprio sugli impianti semaforici che i consiglieri comunali del PLR Giordano Macchi Roberto Badaracco Peter Rossi e Giovanna Viscardi, interrogano il Municipio.
Nell’interrogazione vengono prima di tutto citati alcuni esempi di mal funzionamento. Leggiamo dal testo: “Per prendere la galleria sfruttando l'asse di risalita lungo il fiume, circa 17.00 di sera, al semaforo all'altezza del Cinestar ci sono voluti 8 cicli per finalmente proseguire. Oppure semaforo in fondo alla tirata di Manno: è lui che intasa la rotonda all'uscita della galleria Vedeggio-Cassarate, perché la coda che crea è così lunga che arriva a bloccarne il deflusso”.
E ancora: “Alcuni incroci sono stati semaforizzati per motivi di “controllo globale degli accessi cittadini” e sono assolutamente superflui. Due esempi: semaforo su via Ceresio a Pregassona. Nuovo semaforo a Vezia”.
Che fare, dunque? “Si potrebbe spegnerli e (con presenza di agenti ed eventualmente pronti a riaccenderli) e semplicemente osservare per alcuni giorni come funziona con i semafori spenti, se meglio o peggio. Poi decidere in base alle constatazioni”, suggeriscono i consiglieri comunali.
Le domande al Muncipio
1.Intende procedere a sperimentazioni su determinati crocevia per determinare sul terreno l'eventuale presenza di regolatori semaforici inutili?
2.In caso di test positivo, si lascerà il semaforo lampeggiante, magari attivabile solo dai pedoni?
Il caso Corso Elevezia
Altro punto critico del PVP, messo in luce dallo stesso Municipio di Lugano riguarda l’intasamento di Corso Elvezia. E anche su questo si chinano gli interroganti: “I cittadini di Corso Elvezia sono stufi da tempo del caos viario che devono tollerare ogni giorno (clacson, inquinamento), sentimento ben espresso nelle oltre 400 firme di abitanti sulla via raccolte in pochi giorni). Chiunque comprende che lo sbocco di due vie laterali (Via Bossi e Via Canonica nella specie) su un'unica arteria (Corso Elvezia), per di più scontrandosi e creando problemi di precedenza e di attesa, rappresenta un'aberrazione viaria che può essere risolta solo con l'inversione di un senso di marcia (nel caso invertendo il senso di marcia di via Canonica) e con l'eliminazione di una situazione per di più pericolosa e a rischio incidenti ogni giorno. È venuto il momento di passare, almeno per questo caso, dallo studio ai fatti modificando la viabilità in questo settore”.
Un’altra domanda
Non è opportuno modificare da subito il senso di marcia di via Canonica o di via Bossi in maniera di evitare una doppia uscita su Corso Elvezia con il rischio di incidenti?