I Verdi hanno raccolto informazioni che confermerebbero il grave inquinamento delle acque. In vetta si sarebbero bruciati anche rifiuti. Gli ecologisti si rivolgono al Ministero Pubblico.

MENDRISIO - È il 23 novembre. Scoppia il caso Monte Generoso. L'impianto di depurazione del ristorante in vetta riversa liquami nella grotta del Canalone. In estrema sintesi il problema è che potrebbe esserci un pericolo, oltre che per l'ambiente, anche per la popolazione. In quella grotta infatti ci sono i punti di captazione che forniscono l'acqua a diversi comuni del Mendrisiotto.
Le reazioni alla notizia da parte delle autorità cantonale sembrano ridimensionare il problema: non ci sono pericoli per la popolazione, l'acqua che esce dai rubinetti è potabile. Dal canto loro i responsabili della Ferrovia Monte Generoso si dicono sorpresi: loro non ne sapevano nulla e comunque l'impianto di depurazione in vetta non ha mai mostrato problemi.
Tutto bene quindi? Non proprio. I primi ad essere poco convinti sono i Verdi, che il giorno dopo inoltrano un'interrogazione al Consiglio di Stato per fare chiarezza su quanto successo nel corso degli anni in vetta.
Ma i Verdi non si limitano alle domande istituzionali, iniziano a raccogliere informazioni. Emerge un quadro sconcertante. Tanto da indurre a una segnalazione al Ministero pubblico. Il voluminoso dossier sarà consegnato domani all'autorità giudiziaria.
Spunta un "pentito"
Martedì pomeriggio a Mendrisio, i Verdi hanno convocato la stampa per illustrare i risultati delle loro ricerche. Un'indagine che ha permesso di portare alla luce alcuni elementi oggettivamente sconcertanti. Tra questi la testimonianza di un ex collaboratore del ristorante in vetta al Generoso. Una sorta di, passateci il termine, pentito.
L'uomo, che sarebbe disposto a testimoniare anche davanti a un procuratore pubblico, ha confermato: l'impianto di depurazione in vetta non ha mai funzionato a dovere. Un impianto anche complicato da far funzionare e controllare, per il quale dice di non aver mai ricevuto una formazione specifica. L'ex dipendente, che nel frattempo si è licenziato, ha avuto rimorsi di coscienza e ha quindi deciso di parlare.
Tra le altre cose ha denunciato i controlli "telefonati" delle autorità le quai chiamavano avvisando in anticipo dei controlli e quindi lasciando il tempo per "sistemare" tutto. Ma non solo. I fanghi del depuratore non venivano portati a valle e quindi a Giubiasco per l'eliminazione. Venivano sotterrati nei pressi della vetta. A testimonianza di ciò, hanno sottolineato i Verdi, nelle foto (vedi gallery) si vedono zone con una vegetazione particolarmente folta, segno che i fanghi hanno funto da concime innaturale.
L'allarme inascoltato degli scienziati
Durante la conferenza stampa c'è stato anche un collegamento telefonico con il dottor Francesco Bianchi Demicheli, tra i fondatori del Laboratorio di ricerca sotterranea del Monte Generoso. "finalmente si può parlare di questa triste storia. La nostra associazione si occupa da tempo di ricerche nelle grotte del Generoso - ha detto Demicheli in collegamento da Ginevra - Nel Generoso ci sono gallerie, laghi con importanti riserve di acqua, fiumi. È un mondo fatto di una natura alla stato brado che ci racconta di come era il clima e l'ambiente nella preisotria".
Un patrimonio d'importanza europea per le sue caratteristiche e la miriade di informazioni scientifiche che fornisce. Ecco perché per Demicheli quello della grotta del Canalone - una delle più importanti - è un gravissimo inquinamento da liquami. Dalle numerose analisi chimiche effettuate infatti testimoniano la presenza ben oltre i limiti di legge di batteri e sostanze chimiche riversate nella grotta dai liquami del ristorante in vetta. "Un danno gravissimo che non solo colpisce nell'immediato ma, se non si interviene subito, può protrarsi per lungo tempo" ha affermato Demicheli.
"Avevamo informato il direttore della Ferrovia Monte Generoso da anni dei problemi riscontrati dai nostri studi. Per questo mi è sembrato molto strana la sua sorpresa quando il 23 novembre si è data la notizia dell'inquinamento. E abbiamo fatto la stessa cosa con il Cantone. Ma nulla si è mosso" ha rivelato Demicheli secondo il quale è ragionevole pensare che i liquami venissero scaricati durante la notte per non dare troppo nell'occhio.
Ma per le autorità il Laboratorio di ricerca del Generoso non è credibile, denuncia Demicheli che si chiede "come mai allora da anni ci occupiamo di studi per conto di enti pubblici di altri cantoni? Minimizzare o negare un problema significa non rispettare le persone, i cittadini che hanno il diritto di essere informati e la natura".
"Ora ci aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso"
"Per noi abitanti del Mendrisiotto, ma non solo, il Monte Generoso e il San giorgio sono sacri, sono come due fari nella notte di fronte ala devastazione del territorio" ha detto la deputata Claudia Barella aggiungendo che "non è nel nostro stile gridare al lupo al lupo prima del tempo, ma davanti a queste cose diventa un obbligo morale denunciare. Ora la giustizia dee fare il suo corso". Il problema, come ha rimarcato la deputata Greta Gysin, è che le informazioni raccolto riguardo a quanto fatto in vetta sono in netta contraddizione con quanto affermato dalla società che gestisce la Ferrovia del Monte Generoso e soprattutto con le rassicurazioni fornite a più riprese dai funzionari del Dipartimento del territorio. "Chiediamo al ministro Marco Borradori che si impegni in prima persona per risolvere in modo definitivo e celere questa situazione" ha detto Greta Gysin.
ItaCa