Il presidente, che ha partecipato alla veglia funebre in onore delle vittime, si è detto determinato affinché non accadano più stragi come quella alla Sandy Hook

Newtown (USA) - Niente ghost writer. Questa volta, riferiscono dal suo staff, Barack Obama il discorso ha voluto scriverlo di suo pugno. Erano circa le 4 del mattino ora svizzera, quando il presidente degli Stati Uniti, dopo aver incontrato privatamente i famiiari delle vittime del massacro della Sandy Hook in Connecticut, ha partecipato alla veglia interreligiosa. E il suo è stato un intervento commosso ma anche determinato.
"Sono qui per ricordare 20 bambini meravigliosi e 6 adulti coraggiosi. Quello che è accaduto a Newtown sarebbe potuto accadere in qualsiasi altra parte del Paese - ha detto il presidente - Io sono qui a offrirvi l’amore e le preghiere di una nazione e per dirvi che non siete soli in questo momento. Tutto il Paese ha pianto con voi. Newtown non resterà sola".
Barack Obama ha ancora ricordato le molte, troppe stragi nelle scuole che hanno colpito gli Stati Uniti. Quattro quelle accadute durante gli anni della sua presidenza. "Siamo tutti genitori e il nostro compito principale è proteggere i nostri figli: se non lo facciamo bene, non facciamo niente. Noi, come nazione, stiamo facendo abbastanza? Mi sono posto questa domanda in questi giorni e la risposta è no. Dobbiamo cambiare".
"Non possiamo tollerare ancora questa situazione. Dobbiamo finirla con queste tragedie. Dobbiamo cambiare. Le cause di queste violenze sono complesse, è vero, non c’è una singola legge che può strappare il male dalla società - ha dichiarato Obama-. Ma questa non è una scusa per restare inermi. Nelle prossime settimane ci impegneremo in tutti gli sforzi possibili per prevenire altre tragedie come questa. Gli Stati Uniti hanno l'obbligo di combattere la violenza".