L'uomo fermato nella notte di Natale a Lugano, poco dopo la spaccata, è stato individuato come autore di una rapina ai danni di una passante. Dice di non c'entrare con il vandalismo, ma ha indicato alla polizia l'identità dell'autore, anche lui marocchino

LUGANO - Vetrina in frantumi ma merce al suo posto. Solo un vandalismo, apparentemente. Nessun furto, nonostante di oggetti di valore da rubare ce ne fossero. Brutta sorpresa ieri mattina, 26 dicembre, per il negozio Poggioli in centro a Lugano.
Più che un tentativo di furto, quello messo a segno nella notte tra Natale e Santo Stefano, sembra essere stato, come detto, un atto vandalico. È stata presa di mira una vetrina nei pressi dell'entrata del negozio dove sono esposti i prodotti della Freitag.
Poco dopo la Polizia comunale ha fermato un marocchino sui trent'anni, che ha inizialmente negato di essere coinvolto nel vandalismo, ma poi, messo alle strette, ha confessato di conoscere l'autore: un suo amico, pure marocchino. Nel frattempo, dalle indagini, è però emerso che il marocchino fermato dalla Polizia, colpito da un divieto di soggiorno sul territorio svizzero, è l'autore di uno scippo commesso il 25 dicembre ai danni di un passante nei pressi di un locale pubblico di piazza Dante. Gli inquirenti sono sulle tracce del secondo marocchino, il presunto autore del vandalismo.
La reazione del presidente del commerciali
"Premetto che non conosco i dettagli di quanto accaduto. Però probabilmente qualche imbecille gira sempre, anche a Natale" commenta il presidente della Società dei commercianti di Lugano Paolo Poretti.
Ma vi sentite sicuri?
"Un conto è se il negozio fosse stato svaligiato, ma in questa circostanza non monterei un caso. Anche se non va sottovalutato. Ogni tanto capita. A me è successo l'anno scorso. Un giovane aveva mandato in frantumi la vetrina del mio negozio. Poi si è saputo che era talmente ubriaco che non si ricordava nemmeno quello che aveva fatto. In generale possiamo dire di sentirci abbastanza sicuri. Sono cose che purtroppo capitano".
Già che ci siamo parliamo un po' di commercio. Com'è andato questo Natale?
"È ancora presto per fare un bilancio. Tuttavia si può dire che non è certamente stato un Natale tra i migliori. Però ho notato una buona affluenza".
A Babbo Natale avete chiesto una legge sui negozi per l'anno prossimo che faccia definitivamente chiarezza sugli orari di apertura?
"A dir la verità sono vent'anni che lo chiediamo. Deve essere che abbiamo l'indirizzo sbagliato di Babbo Natale. Battute a parte direi che se la legge arriva siamo contenti ma i problemi sono altri."
Cioé?
"A prescindere dagli orari di apertura il grosso problema oggi è la crisi economica. Se la gente non ha soldi è meno disposta a spendere. E poi forse bisogna chiedersi se non ci sono troppi negozi. In questo momento dove la disponibilità di denaro dei clienti è ridotta, ciò che viene destinato al consumo si diluisce e i guadagni calano".
Però ora ci sono i saldi per risollevarsi?
"Guardi lasci perdere. È un tema che merita un capitolo a parte. Una volta i saldi erano previsti in momenti ben precisi. Oggi se non sono diventati una presa in giro poco ci manca. C'è qualcosa che non funziona nella politica dei prezzi di alcuni negozi. Fanno saldi praticamente tutto l'anno con il rischio di essere poco credibili di fronte al cliente".
emmebi/ItaCa