CRONACA
I colori del lago d'inverno. Cartoline dal Verbano
"Più del mare i laghi vivono del riflesso delle proprie rive. Soprattutto se sono circondati da montagne e da ripidi pendii che sprofondano a picco nell’acqua. Allora il lago diviene un tutt’uno con le proprie rive e vive in simbiosi con esse, tanto che a

di Marco Bazzi

LOCARNO - Il lago d'inverno offre uno spettacolo affascinante di forme e di colori. In un racconto, per ora inedito, ho descritto così i colori del lago.

"Ho sempre immaginato il lago come una distesa di metallo liquefatto, perché i suoi colori mi ricordano quelli dei metalli e di alcuni minerali. Nei giorni senza sole, a dipendenza delle stagioni, dell’ora, della luce, della consistenza delle nuvole, dei microrganismi presenti in superficie e della temperatura dell’aria, il lago può assumere il colore dell’acciaio, dell’alluminio, del piombo, del cromo, del nichel, del cobalto, del bronzo o dell’ottone.

E se c’è il sole, sotto riva all’ora del tramonto prende il colore del ferro arrugginito e poco prima del buio si tinge di mercurio, e d’estate nei pressi dei canneti assume il colore delle infiorescenze verdi e azzurrognole del rame.

Quando il sole si abbassa sulle montagne l’acqua prende invece il colore dell’oro zecchino, e dell’argento quando nel cielo splende la luna bianca delle notti di primavera. I colori sono la caratteristica più sorprendente di un lago e la loro origine va ricercata più nel paesaggio circostante che nelle sue profondità. Il fatto che il fondale sia sabbioso, roccioso o melmoso, basso o profondo, non è determinante per la colorazione dell’acqua.

A differenza del mare, che vive di cielo e di abissi, e la cui vastità disorienta lo sguardo, il lago ha un rapporto più intimo e immediato con le rive che lo circondano, si nutre delle loro forme, dei loro colori e delle loro ombre. Il lago riflette le proprie rive anche quando il cielo è coperto da nubi talmente fitte da non lasciar filtrare un solo raggio di sole.

Più del mare i laghi vivono del riflesso delle proprie rive. Soprattutto se sono circondati da montagne e da ripidi pendii che sprofondano a picco nell’acqua. Allora il lago diviene un tutt’uno con le proprie rive e vive in simbiosi con esse, tanto che a volte è difficile distinguere chiaramente il confine tra l’acqua e la terra. Tra un lago e le sue rive esiste un rapporto simile a quello che ha uno specchio con i volti che si affacciano alla sua cornice".

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