CRONACA
Caso Chit: Barbone alla sbarra per un milione di franchi
Rinviato a giudizio per appropriazione indebita l'italiano all'origine della bufera sulla Logistica

LUGANO - Il Ministero Pubblico fa sapere che la procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti ha rinviato a giudizio di fronte alle Assise criminali di Lugano l'amministratore della Società edile Chit, Vittorio Barbone, italiano latitante. Il reato che si ipotizza nei suoi confronti è quello di ripetuta appropriazione indebita, e questo per aver sottratto alla società, per profitto personale, fondi di oltre 1 milione di franchi che sarebbero invece dovuti servire per pagare le diverse ditte alle quali erano stati subappaltati dei lavori assegnati dallo Stato alla stessa Chit.

Nell’aprile del 2010 il Dipartimento finanze ed economia (DFE) aveva fatto una segnalazione al Ministero pubblico per chiarire la controversa vicenda che coinvolge la società edile, cui il Cantone - a seguito di un concorso pubblico - aveva assegnato in appalto tre opere che la stessa ditta aveva subappaltato a tre altre imprese, senza però pagar loro i dovuti compensi.

Il DFE nella sua nota scriveva che l'amministratore unico Vittorio Barbone "resosi irreperibile” si era intascato complessivamente 2,5 milioni di franchi e che "secondo i dati finora conosciuti" le ditte subappaltatrici reclamavano crediti verso la Chit pari a circa 600 mila franchi.

I lavori in questione riguardavano la ristrutturazione di un edificio a Rivera, sede del Servizio forestale cantonale e di alcuni servizi del Veterinario cantonale, e Chit aveva ottenuto in appalto anche la realizzazione di lavori di risanamento della Scuola commerciale professionale di Lugano e della Scuola media di Morbio inferiore. Il primo a sollevare sospetti sull’impresa di Barbone era stato il deputato leghista Attilio Bignasca.

In seguito, il caso Chit era stata la miccia che aveva fatto scoppiare l’affaire logistica. In seguito a un’inchiesta amministrativa, il Consiglio di Stato aveva sollevato dall’incarico il capo sezione Massimo Martignoni. Sul caso logistica è poi stata istituita una commissione di inchiesta che presenterà i primi risultati in Gran Consiglio nella seduta in agenda a fine gennaio.

 

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