CRONACA
Caso Chit, Barbone si giocava i soldi al casinò
L'ex amministratore della società si sarebbe giocato parte del denaro che doveva servire per pagare le imprese a cui erano stati subappaltati i lavori attribuiti dal Cantone

LUGANO – All’indomani del rinvio a giudizio alle Assise criminali di Vittorio Barbone, ex amministratore unico delle Chit, la società edile che ha innescato l’affaire Logistica, emergono particolari inquietanti sulla vicenda. Secondo quanto scrive oggi La Regione, parte dei soldi che Barbone sottraeva alla sua società, sarebbero stati spesi per giocare al Casinò. Soldi che dovevano invece servire per pagare le imprese attive nell’edilizia cui erano stati subappaltati i lavori attribuiti in precedenza dal Cantone. L’allora titolare dell’impresa edile luganese, radiata il 26 gennaio 2011 dal “Registro di commercio”, aveva lasciato in Ticino quasi 600mila franchi di subappalti non pagati su lavori da eseguire per conto del Cantone. Complessivamente, aveva scritto la Regione , Barbone aveva vinto appalti per circa quattro milioni.  

Ma il denaro non sarebbe stato utilizzato solo per tentare direttamente la fortuna ma anche per finanziare il vizio del gioco. Secondo gli inquirenti, scrive sempre la Regione, i soldi servivano anche per saldare debiti, con interessi da usurai, che il titolare della Chit contraeva per avere a disposizione liquidità: altri soldi per giocare al Casinò. La Chit veniva quindi privata della liquidità per far fronte ai propri impegni verso i subappaltatori ma anche verso i creditori/fornitori.

Sei le ditte ticinesi ritenutesi danneggiate dall’agire di Barbone e per questo costituitesi accusatori privati. Due sono di Locarno, una di Bellinzona, una di Cadenazzo e due del Sottoceneri (Novazzano e Savosa). 

L’atto d’accusa della procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti, ricordiamo, chiamerà Barbone, 48enne italiano residente a Castelfranci, in provincia di Avellino, a rispondere di appropriazione indebita “per aver sottratto alla società, per profitto personale, fondi di oltre un milione di franchi”, come da comunicato del Ministero Pubblico. 

Ma non è per nulla scontato che Barbone si presenti al processo. Non si sa infatti dove si trovi esattamente l’ex amministratore della Chit,  patrocinato dall’avvocato Maria Galliani , difensore d’ufficio. Se non si materializzerà, verrà giudicato in contumacia.

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