Una delle porte della Lugano pedonale deturpata da elementi provvisori ormai diventati definitivi. E la gente si interroga e protesta

LUGANO - Brutto. Deturpante. È il minimo che si possa dire. Quel bidone che regge un cartello segnaletico non è degno di una delle entrate pedonali al centro storico di Lugano: Via Peri, recentemente pavimentata a nuovo con cospicuo dispendio di denaro. Un bel lavoro, non c'è che dire. Ma che ci fa, mesi dopo la fine del cantiere, quella struttura provvisoria che deturpa l'accesso alla strada all'angolo con via Pestalozzi?, si chiede la gente che lavora e vive nella zona.
Il bidone serve evidentemente ad avvertire gli automobilisti che via Peri è una strada a traffico limitato, alla quale si può accedere unicamente per carico e scarico di merce. Ma a questo scopo dovrebbero servire i cilindri automatici che sono stati appositamente posati nella pavimentazione, le cosiddette barriere a "fungo" che con un telecomando si possono alzare o abbassare. Normalmente dovrebbero essere alzate. Invece, non lo sono. Forse perché non funzionano a dovere? O perché sono state posate troppo distanti l'una dall'altra? Chissà.
Un altro elemento provvisorio suscita più di un interrogativo: l'orrenda barriera metallica (peggio di quelle da manifestazione popolare) piazzata sempre all'angolo con via Pestalozzi per impedire che qualche pedone inciampi (come pare sia già accaduto) e rischi di spaccarsi una gamba. Già, perché chi ha eseguito i lavori non ha pensato di livellare le altezze tra le due strade e adesso tra il marciapiede di via Pestalozzi e la pavimentazione di via Peri c'è una sorta di gradino molto pericoloso. Ma forse prima delle elezioni di aprile tutto sarà sistemato. Il conto alla rovescia è partito.
emmebi