CRONACA
Il principe Harry gioca alla guerra: "Se c'è da uccidere, si deve uccidere"
Il nobile inglese parla dal fronte afgano. "Ha problemi mentali confonde questa guerra con la Playstation", replicano i talebani

KABUL - Il principe Harry deve avere "un problema mentale". Così i Talebani - in una dichiarazione del loro portavoce - contrattaccano il principe Gb dopo le sue dichiarazioni, lasciando ieri l'Afghanistan, al termine della sua missione.

"Ci sono 49 paesi con le loro potenti armi che non riescono a sconfiggere il Mujahedin, e ora il principe arriva e confrontare questa guerra con i videogiochi, come la sua Playstation", ha ironizzato il portavoce dei talebani Zabiullah Mujahid.

Il secondogenito del principe Carlo ha acconsentito ad alcune interviste mentre ancora si trovava sul campo, ma con la richiesta di non trasmetterle prima che avesse lasciato l'Afghanistan. Ora le sue parole sono state diffuse. Harry parla e dice che, sì, se c'è da sparare si spara: "Se c'è qualcuno che vuole fare del male ai nostri ragazzi, allora li eliminiamo dal gioco ... si può prendere una vita per salvarne un'altra".

Circa un mese fa era passato in un attimo da scapestrato giovane membro della famiglia reale che si faceva pizzicare seminudo e in compagnia di una ragazza in una stanza d'albergo a Las Vegas, a quasi eroe di guerra, dopo che il Sun aveva rivelato che in azione, 'Big H', questo il suo nome di battaglia affibbiatogli dai commilitoni, aveva eliminato un temuto capo talebano. La testimonianza era anonima, ma la notizia non era stata smentita.

Quella appena conclusa è la seconda missione in Afghanistan di Harry che per 20 settimane ha pilotato elicotteri Apache. Lo scorso incarico del principe al fronte, nel 2008, era stato interrotto prima del previsto, dopo 10 settimane, perchè la stampa ne aveva dato notizia. Motivi di sicurezza. La cosa non era andata giù al principe, il primo dei Windsor ad aver partecipato ad azioni di guerra dopo suo zio Andrea, il duca di York, che ha combattuto nella guerra delle Falkland trent'anni fa.

Al terzo in linea di successione della famiglia reale britannica la vita del soldato piace. Al fronte si sente "uno dei ragazzi", dice. Di lui dicono sia un ottimo commilitone. Con loro ha festeggiato il Natale, l'ultimo compleanno (28 anni). Un compleanno con brivido tra l'altro, perchè proprio quel giorno - Harry era arrivato da poco - la base di Camp Bastion (quartier generale delle forze britanniche nel sud dell'Afghanistan) fu attaccata dai talebani. Partono quindi le immagini, sulla Bbc prima di tutto che gli dedica uno speciale già questa sera. C'è Harry che fuma in un momento di relax. Harry che si rifà la branda. Harry a mensa. Harry nella carlinga del suo elicottero. Guardandolo e ascoltandolo parlare, in mimetica sotto una tenda militare, quasi ci si dimentica che è il principe che ha anche rappresentato la regina durante le cerimonie per le Olimpiadi.

Dice che però lui lo sa che deve "tenere alta la guardia", che non deve dimenticarselo di essere il principe Harry e non solo Harry. "Ecco - dice dell'episodio a Las Vegas - forse un classico esempio di me che sono troppo soldato e non abbastanza principe". Però il problema sono i media per Harry. Proprio non li sopporta. Un'antipatia che risale "a quando ero molto piccolo, è ovvio". La ferita dolorosissima della morte di Diana, i molti, troppi, scandali a mezzo stampa che hanno segnato la sua famiglia. Per lui la stampa "èspazzatura e non so come la gente nel Regno Unito riesca ancora a leggerla".

Anche sul rapporto con William e Kate e sulla notizia che aspettano un bebè non manca di prendersela con i media: "Hanno detto che non li ho chiamati, che non ho scritto. Ma come fanno a sapere qual è il nostro rapporto?". "Non vedo l'ora di diventare zio" dice, sperando però che la coppia possa godere della privacy necessaria.

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