PARIGI - In un intervista al settimanale francese "France Football", Marco Materazzi, ha rievocato quanto accaduto nella finale del Mondiale 2006, tra lui e Zinedine Zidane. "Non mi sembra che si sia mai scusato. Ma non voglio fare polemiche", ha dichiarato Materazzi. Riferendosi poi della stretta di mano che i due si diedero nel novembre 2010, nel parcheggio di un albergo a Milano, Materazzi afferma che in realtà Zidane non aveva capito bene chi si trovava davanti. "Quando gli ho stretto la mano, dice Materazzi, sapevo che era lui. Ma lui pensava di aver stretto la mano a un tifoso. Ha perso l'occasione di mettere fine a questa storia e di far bella figura. In quanto all'enorme scultura che rappresenta la celebre testata, sistemata per qualche mese in una piazza di Parigi, continua l'ex nerazzurro, si tratta di un'opera d'arte. Per me, vedermi raffigurato al fianco di un grande campione come Zidane, è motivo d'orgoglio". Durante l'intervista fa riferimento, in modo polemico, anche all'ex compagno di squadra, Zlatan Ibrahimovic, affermando che molti compagni soffrivano per il comportamento dell'attuale stella del Psg. "Chi ha un carattere fragile soffre per questo tipo di cose: Ibrahimovic è un enorme giocatore e anche un bravo ragazzo, generoso, ma quando è in campo si trasforma. Quando un compagno è in difficoltà, noi dovremmo aiutarlo e non massacrarlo. E forse questo è il motivo per cui non è mai riuscito a diventare Messi o Ronaldo o vincere un pallone d'oro. Lui non accetta che gli altri sbaglino, ma non può essere", ha detto Matrix.