CRONACA
Marco Guscio: "Camionisti che guidano 28 ore? Colpa delle ditte e di chi lavora a cottimo"
Il capitano dei Reparti del traffico racconta il fenomeno dei camionisti-maratoneti: "Vengono pagati 200-300 euro al mese, il resto è a cottimo. Mezzi ed equipaggi vengono soprattutto dall'Est"

CAMORINO - Era alla guida da quasi 28 ore il camionista fermato dalla Polizia cantonale sabato scorso sull'autostrada A2 all'altezza di Robasacco. 27 ore e 51 minuti per la precisione. Qualche giorno fa invece un altro autista di mezzi pesanti si era addormentato durante l'interrogatorio. Sono dati impressionanti, al limite dell'umano quelli riguardanti le ore oltre ogni limite macinate dai camionisti che percorrono tutta l'Europa a bordo dei bisonti della strada. Delle vere e proprie bombe ad orologeria sulle autostrade, pericoli imminenti per la sicurezza stradale. Eppure le statistiche dicono che gli incidenti che coinvolgono mezzi pesanti non sono molti. 

"Il fatto è che spesso questi uomini che guidano per ore e ore senza fermarsi sono allenati. Nel caso dell'autista che guidava da quasi 28 ore, è apparso reativamente lucido e fresco rispetto alle ore trascorse sul mezzo" ci dice il capitano Marco Guscio, responsabile dei Reparti Mobili Speciali della Polizia cantonale.

Ma come fate per accorgervi che chi è alla guida lo sta facendo da troppo tempo? Immagino che quando li fermate non ammettano subito? 

"Spesso è il caso o la fortuna, ma anche l'esperienza gioca un ruolo fondamentale. Poi una volta fermati abbiamo le nostre tecniche di interrogatorio che permettono di stabilire la verità. Non è facile anche perchè chi viene fermato sa che le multe sono salate e il mezzo viene fermato. Tuttavia, con il passare del tempo, conosciamo le ditte di trasporto a rischio. Ripeto: non è un compito facile. Una volta segnavano a mano sul disco l'ora e il luogo di partenza. Poi visto la facilità di manomettere i dati è stato introdotto un dispositivo elettronico, ma riescono a manomettere anche quello prima di oltrepassare la frontiera. Per esempio se un camionista parte da Bari, viaggia tutta la notte in Italia; poi prima di entrare in Svizzera manomettono il dispositivo facendo figurare che sono partiti da Milano". 

Di chi è la colpa? Dei datori di lavoro o degli stessi camionisti?

"Delle ditte. Ma anche chi accetta certe condizioni è responsabile. Diciamo che la colpa è del mercato"

In che senso?

"È gente che viene assunta a 200-300 euro di stipendio fisso. Il resto è a cottimo. Quindi più chilometri macinano in meno tempo, più guadagnano. D'altra parte anche i camionisti sono attratti dai guadagni potenziali, se no chi glielo fa fare. Ma poi c'è un altro aspetto..."

Quale?

"Ormai la maggioranza dei mezzi pesanti e degli equipaggi vengono dall'Europa dell'est e poi vengono usati da ditte, per esempio italiane. Guardi quanti camion ci sono in giro con le scritte di imprese italiane, ma con targhe polacche, ucraine, ecc. Inoltre sono persone che ormai vivono solo sul camion. Fortunatamente in Svizzera esiste il divieto di circolazione notturna e la polizia esegue regolarmente dei controlli direttamente presso le ditte di trasporto". 

Insomma un quadro abbastanza preoccupante da molti punti di vista. C'è da meravigliarsi quindi che non succedano spesso incidenti gravi.

"Direi di sì, ma le ripeto: con il tempo ormai sappiamo quali sono le ditte di trasporto a rischio".

 

ItaCa

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