CRONACA
Il Caso Pesenti, secondo Corriere e Regione
I due quotidiani analizzano la rinuncia dell'ex Consigliera di Stato: critiche a lei e al partito

LUGANO – La rinuncia di Patrizia Pesenti alla candidatura per la lista del Municipio a Lugano, è stata senza dubbio la notizia del giorno, ieri. E oggi La Regione e il Corriere del Ticino analizzano le ragioni dell’addio dell’ex Consigliera di Stato e l’inevitabile trambusto che la decisione di Pesenti provoca nel PS luganese.

Cominciamo dalla Regione che affida la penna dell’editoriale al direttore Mattero Caratti.

"Il prezzo di non saper gestire le tensioni" 

Scrive Caratti: “Osserviamo stupiti, il vento gelido per la socialista è forse una novità? Non ci pare proprio. Pesenti non è una neofita sulla scena e sa bene che i nemici in politica li si ha soprattutto in casa propria. Contro forti correnti è sempre riuscita, non solo a stare a galla, ma persino a farsi eleggere e rieleggere benino in governo, e questo a ben tre riprese. Sugli spalti a farle il tifo chi c’era? Un pueblo socialista decisamente spaccato e una panchina di dirigenti non proprio affollata di suoi amici (dalla presidenza in giù)”. 

Osserva ancora il direttore del quotidiano bellinzonese: “ “Puzza di zolfo Pesenti ha iniziato a fiutarla a Cadro con quello smilzo (molto significativo) 5° posto raggiunto fra i contendenti sulla lista. Poco davvero per una ex star della politica. In queste settimane non è poi mancato chi le ha effettivamente remato contro per più motivi: il suo profilo politico annacquato, certe sue frequentazioni negli anni di CdS, i pochi risultati conseguiti in anni di governo per aver preferito ‘sdraiarsi sui binari’ e non lavorare alla tessitura di compromessi in stile martinelliano”.”

Infine, la stoccata: “Il suo bye bye, dopo esser stata corteggiata a lungo, ha comunque gettato un po’ tutti i socialisti che contano nell’imbarazzo. Prova ne è che ieri i più hanno preferito negarsi e non commentare l’addio della ex ministra. Sanno infatti che la sua uscita di scena, perché di peso e col botto, trasformerà il raddoppio in un miraggio. È il prezzo da pagare quando non si è capaci di gestire le tensioni interne”. 

"Pesenti dal passaporto luganese sbiadito. I partiti capacissimi di farsi male da soli" 

E veniamo ora al Corriere del Ticino. A scrivere è il responsabile delle cronache di Lugano Claudio Meier

Leggiamo: “Non si può nascondere un certo stupore alla notizia della rinuncia di Patrizia Pesenti. Anche se le tensioni interne al PS luganese erano note ed avevano cominciato a circolare pochi minuti dopo le «primarie» di Cadro, fino a sfociare nella rinuncia da parte di Nenad Stojanovic, non si pensava certo che avrebbero potuto scalfire la determinazione di una consigliera di Stato che aveva resistito a ben altre bufere con «pugno di ferro in tailleur di seta». Rispettando le motivazioni fornite da Pesenti, rimane il dubbio che la sua determinazione a tornare sulla scena politica non fosse esattamente granitica. Quello che è singolare è che ora il PS si ritrova contemporaneamente senza i due «nemici» (Stojanovic e Pesenti). 

Argomenta ancora Meier: “Lo scontro interno ai socialisti, senza dimenticare personalismi che senz’altro esistono, appare soprattutto politico. A Pesenti qualcuno – l’ala “interventista” – rimproverava un atteggiamento troppo blando nei confronti degli altri partiti e in particolare della Lega. A precisa domanda, nella famosa serata di Cadro, lei aveva risposto: “C’è tanto da fare e non c’è tempo per puntare il dito sugli errori degli altri”. Un profilo ministeriale al quale alcuni hanno automaticamente accostato l’antica comunanza di intenti e lavoro con Marco Borradori. I lunghi anni passati a Bellinzona e poi – professionalmente – a Zurigo, hanno probabilmente anche stinto il suo passaporto “uganese”. La rinuncia di Pesenti sembra quindi segnare un punto a favore di chi vorrebbe un PS più profilato su temi socialisti, senza troppi compromessi. 

Meier certifica infine l’addio alle sperante socialisti di conquistare il secondo seggio in Municipio: “La presenza di Pesenti aveva addirittura fatto parlare – e non era solo uno slogan – di possibile recupero del secondo seggio in Municipio, perso con l’uscita dalla scena politica di Giovanni Cansani. È indubbio che la presenza dell’ex consigliera di Stato avrebbe raccolto preferenze anche nell’area moderata: difficilmente – ma è un’impressione tutt’altro che scientifica – ciò sarebbe bastato a raggiungere la media per il secondo seggio, strappandolo a PLR o Lega. Senza Pesenti, il PS come voti dovrebbe tornare (o meglio, rimanere) sui livelli precedenti. A meno di tre mesi dal voto, la corsa elettorale ha già perso tre nomi di peso: due socialisti (Pesenti e Stojanovic) e un popolare democratico (Armando Boneff). Tutti per questioni interne ai rispettivi partiti. Per il momento, non c’è bisogno quindi di sgambetti esterni: si è capacissimi di farsi male da soli”.

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