CRONACA
Spacciatori in assistenza e in disoccupazione i due fratelli arrestati a Bodio
Uno dei due è disoccupato. L'altro, immigrato in maggio dalla Calabria con la famiglia, percepisce l'assistenza. Nel suo appartamento la polizia ha trovato bolas di cocaina e mezzo chilo di marijuana

 

BODIO - Un fratello è disoccupato. L’altro ha da poco ottenuto l'assistenza. E a quanto pare in Ticino, dove è arrivato dalla Calabria nella primavera scorsa, non ha mai lavorato. Fosse tutto qui potrebbe essere uno dei tanti casi di abuso, più o meno presunto, delle prestazioni sociali garantite dalla legge svizzera.

Ma non è tutto qui.

I due fratelli calabresi, di 38 e 39 anni, residenti a Bodio, sono infatti stati arrestati martedì scorso con l’accusa di infrazione aggravata alla legge sugli stupefacenti.

Dopo essersi stabilito a Bodio nel maggio dello scorso anno, il più giovane dei due è stato raggiunto in estate dalla famiglia: moglie e quattro figli. Non avendo lavoro, ma una famiglia a carico, ha chiesto e ottenuto l’assistenza sociale. La legge consente anche questo.

Ed è nel suo appartamento che gli agenti dell'antidroga hanno fatto irruzione l’altro giorno, trovando alcuni grammi di cocaina, già confezionati in bolas, e mezzo chilo di marijuana.

“Trovare” è la parola giusta, in quanto, all’arrivo degli agenti la moglie del 38enne ha gettato le bolas dalla finestra e la polizia ha dovuto ricorrere a un cane antidroga per recuperarle. Pochi grammi, ma comunque cocaina già pronta per la vendita. La marijuana, invece, era finita "casualmente" nello zainetto del figlio più grande, di 15 anni, che stava uscendo per andare a scuola. Ma i poliziotti hanno mangiato la foglia e prima che uscisse di casa l’hanno perquisito.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore pubblico Nicola Respini, dovrà accertare l’entità e dalla droga spacciata dai due fratelli e capire da quanto andava avanti il mercato, in particolare dovranno individuare fornitori e clienti dei due calabresi. Non ci è dato sapere se anche il 39enne senza lavoro beneficiava di una rendita sociale, o se percepiva ancora indennità di disoccupazione.

Non c’è chi non veda, nella vicenda, anche un problema legato all’abuso delle assicurazioni sociali, pure questo da accertare e da valutare. Senza colpevolismo gratuito, ma anche senza “buonismo”.

emmebi

Intanto, dopo la pubblicazione della nostra notizia i deputati della Lega Amanda Rückert e Daniele Caverasio hanno presentato un'interrogazione al Governo: "Abbiamo appreso dal portale liberatv.ch i retroscena dell’arresto avvenuto martedì sera a Bodio di due cittadini stranieri, per infrazione aggravata alla LStup, segnatamente per possesso di cocaina e di marijuana. Fatte queste premesse, chiediamo quanto segue:

1.    Il CdS ritiene che siano state fatte le opportune verifiche prima di concedere l’assistenza sociale?
2.    L’accordo di libera circolazione delle persone prevede alcune condizioni per potersi stabilire in Svizzera, tra queste il fatto di poter provvedere al proprio sostentamento e a quello dei propri famigliari. Come è possibile che esistano casi come quello segnalato?
3.    Ritiene questo lodevole CdS che sia opportuno inasprire i controlli prima di concedere l’assistenza?
4.    Alla luce dei suddetti reati penali, come intende gestire il caso l’autorità amministrativa?"

 

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