CRONACA
Radiografia criminale del Ticino: "Dobbiamo reagire"
I vertici del Ministero pubblico hanno tracciato il bilancio del 2012. Il Procuratore Generale John Noseda: "Record storico di dossier aperti l'anno scorso: oltre 12.000"

di Marco Bazzi

BELLINZONA – Vertici del Ministero pubblico schierati questa mattina a Palazzo delle Orsoline per un bilancio globale sull’attività del 2012. Con il procuratore generale John Noseda, i suoi colleghi Antonio Perugini, Nicola Respini, Fiorenza Bergomi, Andrea Pagani.

Il ricordo di Manuela Minotti Perucchi

Noseda ha aperto la conferenza stampa ricordando la procuratrice pubblica Manuela Minotti Perucchi, scomparsa nelle scorse settimane. “Ha personificato, anche negli ultimi mesi di vita, quello che dovrebbe essere secondo me un magistrato penale. Con lei giovanissima, io ero deputato in Gran Consiglio e lei studentessa, ho fatto la battaglia a difesa delle borse di studio. Era già allora una donna battagliera, che si impegnava nella difesa dei valori importanti”.

Le critiche alla riforma Giustizia 18

Poi Noseda ha parlato della riorganizzazione giudiziaria criticando senza peli sulla lingua l’impostazione del rapporto Giustizia 18, elaborato da un gruppo di lavoro all’indirizzo del Consiglio di Stato.
“Non condivido il motto, tratto dal Gattopardo, riportato nel rapporto Giustizia 18: ‘se vogliamo che tutto rimanga com’è bisogna che tutto cambi’. I cambiamenti reali, per essere tali, devono fare i conti con la realtà esistente e concreta. Per cambiare davvero le impostazioni dei problemi, tenendo conto della realtà effettiva, non è possibile procedere a un cambiamento repentino, a meno di volere una situazione rivoluzionaria, di rottura. Bisogna effettuare uno sforzo di cambiamento che tenga conto dell’evoluzione reale della società”.

"La crisi e la criminalità"

Che ci sia l’esigenza di un cambiamento reale è assodato – ha detto Noseda -: “Sono in corso cambiamenti radicali nella nostra società, legati anche alla globalizzazione e alla crisi economica, che hanno ripercussioni in termini sociali. E questi cambiamenti si ripercuotono sia sulle condizioni individuali sia sui fenomeni criminali. Davanti a cambiamenti di questa portata, che da alcuni anni sono sempre più evidenti, è chiaro che i fenomeni criminali che siamo chiamati a contrastare comportano la necessità di adeguamenti qualitativi”.

Record storico di dossier

L’anno scorso, ha spiegato il procuratore generale, abbiamo aperto 12'300 dossier, un record storico. E i casi pendenti sono aumentati. Il Ministero pubblico è dunque confrontato con un aumento concreto dei casi. “Una delle mie priorità era il recupero dei casi pendenti, perché la giustizia deve essere celere, e in parte ci siamo riusciti, ma la pressione è comunque aumentata”.

L'operazione Domino e quella al NYX

Il 2012, ha proseguito Noseda, verrà ricordato sicuramente per l’operazione Domino (quella contro i bordelli, che ha poi portato anche all’inchiesta sul Nyx di Lugano) “dietro la quale vi è la constatazione che tutto il settore dell’intrattenimento sta registrando un’evoluzione preoccupante, e vale anche per le discoteche. Si assiste alla logica dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo con guadagni incredibili. E sia chiaro: non sono assolutamente moralista”.

Questi fenomeni si accompagnano a fatti legati alla violenza, ha precisato il procuratore generale: i servizi di sicurezza si sono dimostrati servizi di pestaggio. Siamo confrontati con fenomeni di importazione di donne, che hanno in comune con il caporalato sui cantieri il mancato rispetto delle regole della convivenza e lo sfruttamento degli individui. “A queste situazioni non ci si deve rassegnare, non si possono accettare questi gravi cambiamenti strutturali in corso. Nel settore finanziario sono aumentate le frodi fiscali, i fallimenti pilotati. C’è un’abitudine alla violenza anche nei rapporti di vicinato e famigliari. Dobbiamo monitorare questi fenomeni. Non bastano cambiamenti organizzativi di facciata che rischiano di essere molto deludenti e di lasciare le cose come prima”.

"Un Ministero Pubblico più flessibile"

Noseda ha quindi illustrato i cambiamenti che con i suoi colleghi sta cercando di varare: “Un’ulteriore organizzazione del Ministero, che deve diventare più flessibile, perché le risorse sono limitate. Quindi, se un magistrato è oberato qualcuno dovrà dargli una mano. Poi avremo bisogno di un progressivo potenziamento degli effettivi: come abbiamo segnalato nel nostro rendiconto abbiamo avuto un incremento gigantesco delle ore lavorate dal nostro personale, che ha accumulato 10'000 ore supplementari, vale a dire sei unità annue a tempo pieno. Saltano le pause del mezzogiorno, si lavora fino a tarda sera… Un terzo aspetto riguarda la formazione e gli strumenti tecnici: penso alle perizie. Abbiamo messo a punto una collaborazione a livello universitario per le perizie psichiatriche e finanziarie – in quest’ultimo caso con USI e SUPSI -, riuscendo a contenere i costi. Inoltre stiamo allargando la collaborazione con le autorità fiscali, le assicurazioni sociali e l’Ufficio esecuzioni e fallimenti. Sono degli adeguamenti, non delle rivoluzioni”.

Antonio Perugini: "Una miriade di casi bagatella: vanno delegati"

Antonio Perugini ha affrontato il tema dei reati “bagatella”: “Ci sono tutta una serie di materie, che vanno dall’accattonaggio all’ubriachezza molesta, dai reati di circolazione ai casi di chi non paga i biglietti sui mezzi di trasporto pubblico (700 casi all’anno), che vanno perseguiti come si persegue un assassinio. Sul piano della circolazione, con l’inasprimento delle norme, aumenteranno i casi che sfoceranno in processi. Allora dovremmo riflettere se non sia possibile delegare queste materie ad autorità amministrative con competenze penali. Alcune inchieste dovrebbero inoltre essere demandate alle polizie comunali. Purtroppo dobbiamo occuparci di questa miriade di casi che potrebbero essere parzialmente delegati, lasciando al Ministero pubblico i delitti che hanno una certa rilevanza”.

Andrea Pagani: "Serve una struttura chiusa per i pazienti psichiatrici gravi che hanno commesso delitti"

Andrea Pagani ha parlato dell’introduzione, l’anno scorso, della figura del medico forense, prevista dal nuovo Codice di procedura penale, che ispeziona la salma quando vi sono dubbi sulla causa di morte, mentre l’autopsia rimane di competenza del medico legale.
“I medici forensi in un anno circa di attività - ha detto il magistrato - hanno evitato diversi esami autoptici che costano tre volte di più rispetto al loro intervento: se nel 2011 vi sono stati 91 rinvenimenti di cadaveri, con 69 autopsie effettuate, l’anno scorso, grazie ai medici forensi, su 125 casi sono state effettuate solo 74 autopsie”.
Si sta inoltre valutando, ha detto Pagani, la realizzazione di strutture chiuse e protette per i pazienti psichiatrici gravi che hanno commesso delitti, in collaborazione con la clinica psichiatrica cantonale e altre strutture private. Strutture di cura per persone che hanno bisogno di aiuto e non di carcere.

Nicola Respini: "Aumenta la gravità delle violenze domestiche"

Nicola Respini ha parlato di violenza: “Abbiamo constatato un aumento della gravità delle violenze domestiche, spesso si passa dalle mani all’uso di armi. E anche una mancanza di professionalità da parte di società di sicurezza, che assumono persone che non hanno le qualità per esercitare questo lavoro, anche individui con precedenti penali, per cui se uno vuole andare a divertirsi deve fare attenzione anche a chi dovrebbe garantire la sua sicurezza. Non è ammissibile che si rilasciano permessi di lavoro a persone che autocertificano di non avere precedenti penali o che hanno frequentato in Italia corsi per corrispondenza su come prestare le prime cure in caso di malori”.
Diversi sono stati anche i procedimenti per reati sessuali, e qui è importante, ha detto Respini, che le vittime trovino il coraggio di denunciare, anche grazie all’opera di sensibilizzazione della stampa.

Fiorenza Bergomi: "Aumentano i reati finanziari"

Fiorenza Bergomi ha fatto il punto sui reati finanziari: “Abbiamo constatato un aumento dei reati nella gestione della cosa pubblica, di usura, con lo sfruttamento del lavoro e delle persone, sia nelsettore della prostituzione sia in quello dell’edilizia. Sono aumentate anche le truffe in materia di assicurazioni pubbliche e private: come per esempio le pratiche dei cosiddetti ‘buoni farmacia’. E qui abbiamo instaurato dei buoni rapporti di collaborazione con le casse malati”.
“Quantitativamente e qualitativamente – ha concluso Bergomi - abbiamo dato una risposta al cittadino sul fronte dei reati finanziari, e la maggior parte dei rinvii a giudizio sono sfociati in condanne”.

Il Ministero e i media

Infine, l’addetto stampa del Ministero pubblico, Saverio Snider, ha fornito alcune cifre sul piano mediatico: “L’anno scorso gli organi di stampa ticinesi hanno pubblicato ben 12mila titoli di nera e giudiziaria. Noi abbiamo diramato 236 comunicati, erano stati 143 nel 2011, e nel 2010 in tutto 28”.

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