CRONACA
Reto Brunett: "La ZET è fallita per colpa di AET!"
Al processo che vede alla sbarra l'ex direttore di AET va in scena la guerra dei periti: quanto valeva la ZET? Per l'accusa non molto, per la difesa era un buon affare

LUGANO - Reto Brunett aveva fatto pressioni per far lavorare Zimmerli? Sì, ha ammesso l'ex direttore di AET davanti al giudice Claudio Zali. "Avevo bisogno di una perizia sullo stato di produzione degli impianti in Leventina" ha quindi aggiunto Brunett secondo il quale, visto che la ZET ormai era parte integrante di AET, era necessario renderla operativa. 

Il giallo dei verbali mancanti

La società fondata da Zimmerli aveva già eseguito dei lavori per conto di AET in passato. Durante la direzione Brunett i mandati erano counque discussi in direzione ha spiegato l'ex direttore. E a tal proposito durante il dibattimento è emerso un altro dato che potrebbe essere significativo. In più occasioni durante il processo, Reto Brunett ha denunciato la mancanza di verbali delle sedute di Cda, così come le registrazioni dei consigli di direzione. "Quando sono arrivato in AET non c'era traccia di verbali. Quindi ho istituzionalizzato la prassi" ha detto Reto Brunett. Nonostante ciò all'appello mancano le registrazioni e i verbali della seduta del 15 dicembre 2008, il giorno del via libera all'acquisto di ZET. In oltre mancherebbero altri documenti nei quali emergerebbe che Reto Brunett ha informato il Cda sull'operazione ZET. "Ho detto io all'allora procuratore generale Bruno Balestra di sequestrare i miei computer" ha spiegato Brunett.

Le vacanze di Zimmerli

Il presidente della Corte si è quindi soffermato su un particolare. Dopo la firma che sanciva l'acquisto da parte di AET di ZET, Roland Zimmerli va in vacanza tre settimane per festeggiare il suo compleanno. "Ma come, lei diventa un dipendente da 200mila franchi all'anno, è uno che dovrebbe dare il 120% per onorare il contratto, e dopo un mese va in vacanza?" ha fatto notare Zali. "Ho sempre preso vacanze in quel periodo" si è giustificato Zimmerli. In suo soccorso è quindi intervenuto Reto Brunett: "Non prendeva 200mila franchi. Io mi ero opposto perché non erano i salari in uso. Avevo counque proposto che ricevesse uno stipendio da dirigente". 

Il fallimento di ZET: colpa di AET?

Quando ormai Brunett è fuori da AET, la ZET inizia ad avere difficoltà. Non vengono più attribuiti mandati e questo per un preciso disegno dei tecnici Pronini e Nauer, stando a quanto detto da Brunett. "Se avessero dato i lavori che c'erano da fare la ZET non sarebbe fallita" ha affermato l'ex direttore. "Perché alla prima difficoltà deposita i bilanci in pretura" ha chiesto Zali. "Ma alla ZET hanno tagliato i ponti quelli di AET! La ZET ha sempre onorato i suoi impegni in 30 anni di attività! Depositando i bilanci ha fatto la cosa migliore" ha detto con particolare foga il difensore di Zimmerli, l'avvocato Postizzi. 

La guerra dei periti

Il dibattimento è proseguito con l'audizione dei periti di parte. Compito dei due esperi valutare se il valore della ZET era corretto o meno. E le conclusioni sono diametralmente opposte. Per il perito dell'accusa il valore della ZET da sola era tra i 250mila e i 600 mila franchi, con l'integrazione in AET invece il valore oscillava tra i 2,8 e i 3,8 milioni. Contrario il parere del perito della difesa secondo il quale i valore effettivo di ZET, senza AET poteva sfiorare i 5,7 milioni. 

 

ItaCa

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