CRONACA
John Noseda: "Chiedo una pena severa: 4 anni per Brunett e 3 per Zimmerli"
"Sono due personaggi che hanno avuto un comportamento spregiudicato e clandestino" ha detto nella requisitoria il procuratore generale

LUGANO - Protagonisti del secondo giorno al processo a carico di Reto Brunett e Roland Zimmerli sono le parti. Chiusa la fase istruttoria il presidente della Corte Claudio Zali ha lasciato la parola a John Noseda per la requisitoria. E il procuratore generale ha attaccato immediatamente citando un testo dell'ottocento che tratta dei balliaggi italiani in Ticino. Testo storico scritto da "una austero e severo confederato". "Un testo ancora oggi estremamente attuale. Si descrivono i ticinesi come indolenti e litigiosi e i landfogti vengono definiti prepotenti e corrotti" in un contesto dove ognuno in sostanza pensava a se, violando le leggi, e non al bene vcomune. Un contesto di corruzione dilagante insomma quello citato da Noseda. 

Ma perché questo riferimento? Perché "AET ha un'importanza per il Ticino che é vitale. Più dello Stato e dell'Ente Ospedaliero. Non dobbiamo dimenticare che senza ricchezze naturali particolari, abbiamo l'acqua che ha portato il benessere nel nostro Cantone. Un'importanza che è istituita nella legge sull'energia. AET è un ente di diritto pubblico. Le perdite che subisce AET diventano di tutta la collettività. La sua salvaguardia quindi é la salvaguardia del benessere della collettivià." ha tuonato Noseda ricordando che "chi lavora per AET è un funzionario pubblico a tutti gli effetti. Chi è a capo della AET ha lo stesso compito dell'autorità che deve salvaguardare il bene pubblico".

"Ma Brunett è convinto di non essere un funzionario. Era convinto di lavorare per una holding. Affermazione incauta e bugiarda. Nel comunicato stampa l'acquisizione della ZET, egli dice che è una acquisizione importante per stare al passo col mercato energetico svizzero, ecc,ecc e poi ci dice che è una società di diritto pubblico e la Costituzione ne sancisce i compiti e i doveri di, firmato Reto Brunett. Quindi non mi venga a dire che non era un funzionario pubblico" ha affermato il procuratore generale.

Il danno ad AET e l'"aziendina" ZET

"Ho assistito con molta pazienza al dibattito tra i periti. Tuttavia mi permetto di partire da fatti accertati che ci dicono che la ZET, acquistata versando sull'unghia 2 milioni, era una società che faceva capo a una persona sola. È quindi paragonabile a un piccolo studio di ingegneria. Per altro il titolare è a fine carriera, apprezzata, ma comunque a fine carriera. Un po'come me" ha detto Noseda. "Ora se guardiamo i bilanci vediamo una struttura analoga a quella esposta da Zimmerli, con 300mila franchi di mezzi propri e 900mia di cifra d'affari". Ma AET l'acquista per un totale di 4,6 milioni, due dei quali versati immediatamente. "Due milioni di franchi? Due miioi di franchi? Una società con un bilancio 2008 che ci presenta ammortamenti per 3000 franchi, un utile 2000 franchi" si è chiesto Noseda che è quindi ritornato sul contratto da dipendente di Zimmeri con AET: "All'improvviso al momento della conclusione di vendita si stipula un nuovo contratto di lavoro con un salario che raddoppia. Doppio affare: stipendio aumentato e vendo la società senza aumentare la forza lavoro. Il che significa che nel 2009 senza entrate supplementari avrebbe fatto 200mila fanchi di perdite. Questa è matematica elementare e sono dati inequivocabili. In sostanza: hanno comprato un'aziendina, con il titolare che sarbbe andato in pensione, per due 4,6 milioni. Ma per favore!".

Ma non solo. Noseda ha fato notare "se è vero che c'erano grandi aziende che facevano capo a ZET, il giorno che finiva come branchia di AET sarebbero andati da un altro. Mica vado dai concorrenti a farmi fare la consulenza. Le possibilità di sviluppo erano poche". In sintesi, come hanno ricordato i periti, siamo nella situazione nella quale il venditore fa l'utile e il compratore si assume il rischio. Rischio poi puntualmente verificatosi. Infatti dopo 8 mesi la società è fallita. "Se questi non sono fatti inequivocabili che non hanno bisogno di periti..." ha detto Noseda.

"Brunett e Zimmerli consapevoli di quello che stavano facendo"

"Brunett e Zimmerli erano consapevoli del danno - ha proseguito il procuratore generale -  Era stato sottaciuto che era stato firmato un contratto con uno stipendio elevato, così come la firma al momento della concessione. Sottaciuto pure il versamento di 500mila franchi di Zimmerli a Brunett. Il Cda ha dato l'autorizzazione in condizioni diverse da quelle che in realtà erano. Un danno che corrisponde all'indebito profitto percepito dai due imputati. Zimmerli, che si è intascato un contratto di lavoro e due milioni immediatamente, ha quindi potuto dare i 500mila franchi che doveva a Brunett il quale a sua volta così comprarsi la "casetta" di Minusio".  

Per Noseda "tutti i membri del Cda, inequivocabilmente, dicono di non essere stati informati da Brunett che aveva già firmato il contratto per la ZET". L'ex direttore quindi "è stato sbugiardato. Ha ingannato e sottaciuto molte cose, incluso il fatto che lui avrebbe tratto un profitto personale. C'era un conflitto d'interesse enorme visti i rapporti di amicizia tra Brunett e Zimmerli. Noi sappiamo che Brunett doveva assolutamente rientrare di 500mila franchi per pagare la casa". 

"Due personaggi spregiudicati"

Poi l'affondo di John Noseda: "Vi è una gravità oggettiva che non può essere dimenticata. Questi due personaggi hanno avuto un comportamento estremamente spregiudicato, clandestino, ingannando gli organi di AET. Ci muoviamo nell'ambito del bene pubblico. La pena quindi deve essere severa altrimenti ne va della credibilità della giustizia. Per questo chiedo 4 anni per Brunett e 3 per Zimmerli" ha concluso John Noseda.

 

ItaCa

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