L'uomo è uno dei cinque falsi invalidi scoperti dalla Guardia di finanza in provincia di Varese. Hanno percepito illecitamente rendite per 280'000 euro

VARESE - Cinque falsi invalidi sono stati scoperti in provincia di Varese e denunciati per truffa aggravata ai danni dello Stato. L’indagine è stata condotta dai finanzieri della Compagnia di Gaggiolo, coordinati dalla Procura di Varese.
Per i responsabili., come riferisce il portale Varesenews, sono state immediatamente sospese le pensioni ed indennità indebitamente percepite, e sono state revocate quelle già ricevute che ammontano nel complesso a circa 280mila euro.
Uno dei falsi invalidi finiti nel mirino della Guardia di finanza, inabile al lavoro al 100%, è risultato lavorare da tempo in un’azienda ticinese con la qualifica di meccanico di precisione. Oltre a percepire dal dicembre 2008 più di 1’300 euro di rendita di invalidità, aveva anche uno stipendio in Svizzera da circa 3'000 franchi.
Poi c’è la falsa cieca col doppio lavoro, una donna che risultava sulla carta invalida al 100 per cento, in quanto affetta da cecità quasi totale ed impossibilitata ad essere autosufficiente. Nel corso delle indagini i militari hanno scoperto che conduceva una vita normale: usciva di casa da sola a piedi o in bicicletta non accompagnata e si recava al lavoro con piena autonomia in un ufficio di Busto Arsizio, dove, grazie alla sua falsa infermità, le era stato assegnato, su richiesta, un posto di lavoro “protetto” in qualità di centralinista. Svolgeva inoltre un’attività di rappresentante legale di un centro analisi di cui era socia.
Un altro falso invalido dal 2006 percepiva circa 1'000 euro al mese in quanto risultava “immobilizzato e non autosufficiente”, ma è stato filmato nei vari momenti di vita quotidiana, da solo, mentre guida l’auto e svolgeva lavori di giardinaggio.
Un quarto invalido, pure interamente inabile al lavoro, percepiva un assegno di 2’000 euro, ed è risultato lavorare regolarmente come magazziniere in una ditta di Daverio.
L’ultimo falso invalido è una donna di Saronno che percepiva un’indennità di accompagnamento pari a 500 euro mensili. È stata filmata mentre da sola andava in giro per la città a fare commissioni.