Il diario di Davide Buzzi dalla Festival della canzone: "Cinque sere a ravioli, salame e grissini". Guarda il video Sanremo di notte

di Davide Buzzi
SANREMO - Sono ben 15 anni che seguo regolarmente il Festival di Sanremo come giornalista accreditato della stampa estera. I primi due stavo presso la sala stampa delle “Radio e TV”, una piccola nicchia senza comodità che, di edizione in edizione, si trovava sempre in posti diversi (un anno la piazzarono persino in un tendino in riva al mare che, ricordo, fu poi trascinato via notte tempo da un violento tornado).
Negli anni successivi sono poi stato “promosso” quale accreditato alla sala stampa dell’Ariston Roof, piccolo angolo di paradiso munito di tutte le comodità e connessioni elettroniche per poter comunicare in tranquillità con il mondo intero.
All’inizio degli anni 2000, la sera verso l’ora di cena, ci aggregavamo fra colleghi di svariate testate e si scendeva in città per andare in pizzeria, qualche volta si andava al Pinocchio, altre alla Ciotola oppure al Camelot.
Ma da quattro o cinque anni a questa parte la RAI offre a tutti i giornalisti un ricco buffet, servito direttamente in sala stampa (anzi, a quasi tutti dal momento che gli estensori delle rubriche sono esclusi!). In verità e per dirla proprio tutta e bene, non è la RAI che offre la cena ai “suoi” giornalisti, bensì il Comune di Carmagnola (TO) ed il Consorzio ASTI D.O.C, i quali naturalmente sono degli sponsor dell’evento sanremese e, come tali, mica ci danno cena per beneficienza ma come promozione per i loro prodotti.
E allora invariabilmente, da un po’ di anni a questa parte e per tutte e cinque le serate del festival, ecco che il menù della cena serale dei giornalisti della sala stampa dell’Ariston Roof contempla:
Salame al tartufo (o al barolo, dipende dalla sera), prosciutto cotto (cambia l’azienda fornitrice ogni giorno), grissini, ravioli (una sera raviolini al tartufo, una sera plin al brasato, una sera saccottini al carciofo, una sera tortellini ricotta e salvia, una sera ravioli a sorpresa. A dipendenza sono conditi con il sugo, il pesto oppure burro e salvia. Segue del formaggio raschera con il miele e dolcetti astigiani vari. Dulcis in fondo, un bicchiere di barolo, bonarda o bianco delle langhe.
Acqua nemmeno a parlarne , chi la vuole se la compra.
Bene! A parte che regalare vino e far comprare acqua equivale all’istigazione all’alcolismo, comunque questo è il menù offerto ai giornalisti della sala stampa dell’Ariston per tutte le cinque serate del Festival di Sanremo. Cinque sere di ravioli, prosciutto, salame e grissini!
Per l’amor del cielo, niente di personale contro i ravioli, sia ben chiaro, ma trovarli nel piatto per cinque sere di fila…
Va beh, direte voi, ci va sempre meglio che ai poveri mostri che se ne stanno su al Palafiori nella sala stampa Radio e TV, e addirittura molto meglio che ai colleghi delle rubriche che, seppure all’Ariston Roof come noi, devono star li a guardarci mangiare senza poter toccare nulla (chissà poi che avranno fatto di male costoro per meritarsi una tale punizione?). È vero anche che nessuno ci obbliga a rimanere a cena in sala stampa, mica siamo condannati nel girone dantesco dei golosi ed il Pinocchio, la Ciotola, il Camelot e gli altri ristoranti di Sanremo sono sempre aperti ed ospitali, però… li per mangiare si paga! In sala stampa no!
Eh già… perché il Festival di Sanremo è anche il festival dello scrocco. Si trova di tutto a scrocco, basta cercare con attenzione e furbizia. Oggi per esempio ho trovato una tipa che distribuiva sigari toscani. Premetto che non fumo, anzi sono un antifumo convinto, ma la tizia i sigari li regalava, avvolti in un bel astuccino tricolore. E allora non potevo mica dire di no e ne ho scroccati un paio! Converrete quindi con me che sarebbe davvero disonorevole rinunciare ai ravioli gratis della sala stampa per una pizza a pagamento in uno qualunque dei ristorante della cittadina ligure.
Così, prima di goderci le evoluzioni vocali degli artisti del Festival, diamo fondo ai ravioli astigiani tenendo l’occhio vigile sul banco del buffet, perché è vero che cinque serate di ravioli saranno anche pesantine ma, dal momento che sono gratis, se ce ne sono ancora io quasi quasi faccio un ripasso e ne prendo un'altra porzione.
Ps. Un anno mi sono scroccato 5 pacchi da venti barattoli l’uno di patatine Pringles…