Ultima puntata del diario dalla città ligure a cura di Davide Buzzi. Il Festival ha incoronato Marco Mengoni, secondi a pari merito Modà ed Elio e Le Storie Tese
di Davide Buzzi
SAN REMO - Il carrozzone della canzone è giunto al termine del suo percorso e la serata finale di sabato 16 febbraio ne segna la fine ed il relativo trionfo. Venerdì sera 15 febbraio è stato celebrato il vincitore della categoria giovani”, Antonio Maggio, diretto dal mio caro amico Massimo Morini, con la sua canzone “Mi servirebbe sapere”. Tutti gli altri sono rimasti dietro di lui, staccati di un’incollatura. Lungo Corso Matteotti, pochi metri più in la da dove hanno posato la statua raffigurante Mike Bongiorno, il farneticante Mago Otelma proclama il suo vincitore della serata ed approfitta dell’attenzione che media e pubblico gli dedicano per annunciare la sua candidatura al soglio pontificio.
La sala stampa sembra la via di mezzo fra un porto di mare ed un formicaio, con gente che corre a destra e a sinistra apparentemente senza una destinazione precisa. Molti giornalisti sono già rientrati a casa o presso le loro sedi sparse in tutta Europa e nuove facce, delle quali non si comprende bene il ruolo, appaiono per la prima volta al Roof. Saranno forse poliziotti in borghese o magari dei raccomandati imbucati, chi lo sa? Fatto sta che la metà della sala stampa è composta da personaggi mai visti. Ma tant’è, il Festival di Sanremo è anche questo.
Per tutti noi che siamo rinchiusi qua dentro dal primo giorno è stata una settimana intensa e la stanchezza si fa sentire in tutta la sua crudezza. Qualcuno si addormenta nella sua postazione con la testa appoggiata sulla rassegna stampa della giornata, qualcun’altro si fa le ultime foto di rito davanti allo sfondo dedicato agli artisti, mentre altri schizzano in albergo a farsi belli e ad indossare il vestito delle grandi occasioni.
All’esterno del Teatro Ariston, circondato dalle forze dell’ordine quasi fosse Fort Knox, la folla preme sulle transenne davanti al carpet rosso fuoco, nella speranza di riuscire ad avere l’ultima occasione di intravvedere qualche personaggio televisivo o uno dei big del Festival. Alle 20.45, chi più e chi meno, tutti siamo pronti per seguire sullo schermo gigante l’ultimo atto della kermesse musicale. Apre la serata Raphael Gualazzi e poi a seguire Almamegretta, Daniele Silvestri e via via tutti gli altri. Sembra di essere al cinema! Il Festival fa davvero un effetto da brivido, visto su uno schermo cinematografico di queste dimensioni.
Nel frattempo dagli altoparlanti della sala stampa si diffonde la notizia di chi sarà il cantante che rappresenterà l’Italia a Eurosong, Marco Mengoni. La notizia dovrebbe essere sottoposta ad embargo (pertanto non diffondibile), ma la stessa è subito ripresa dalla rete, la quale non si lascia sfuggire l’anteprima di una ghiottoneria come questa. Super ospite dell’ultima serata è Andrea Bocelli, il quale ha un debito di riconoscenza con Sanremo, infatti fu proprio da questo palco che la sua straordinaria carriera ebbe avvio ben 18 anni fa. Lo accompagna il figlio, nato proprio il giorno del suo esordio sanremese, eccelso pianista con la faccia da bravo ragazzo.
Intanto il momento clou della serata si avvicina e presto sapremo chi si è aggiudicato la sessantatreesima edizione del Festival della Canzone Italiana. Comunque per me, vada come vada, la mia “vincitrice morale” rimane la splendida Malika Ayane. Grande cantante dalla voce duttile, tecnica invidiabile e simpatia da vendere, Malika è anche una delle donne più belle d’Italia, altro che le anoressiche Miss degli ultimi anni. A Sanremo ha portato una canzone del cantante dei Negramaro, Giuliano Sangiorgi, “E se poi”, un brano tutt’altro che facile e dal testo straordinario, come straordinaria è lei. Il sistema scelto per arrivare al vincitore finale è assai complicato, si prendono le tre canzoni migliori, uscite con il risultato misto fra televoto e giuria di qualità, le si fanno ricantare e poi si rivotano nuovamente. Per dirla in parole semplici, si va al ballottaggio e si vede cosa succede. In sinetsi, un casino…
E allora in finale ci vanno Elio e le Storie Tese, Modà, e Marco mengoni. Tutto da rifare… si ricanta! Alla fine le bocce si fermano ed estraggono questa classifica: primo Marco Mengoni con “L’Essenziale”, secondi Elio e le Storie Tese con “La canzone mononota“, terzi i Modà con “Se si potesse non morire”.
È stato un bel Festival, niente da dire. Questo nonostante la caduta di stile dell’esibizione di Maurizio Crozza nella prima serata, nonostante i ravioli e il caffè da brividi, nonostante se ne parli sempre male e gli artisti sono sempre più inavvicinabili. Fabio Fazio e Luciana Littizzetto hanno condotto con semplicità e modestia uno spettacolo che ha saputo ridare il giusto spazio alle canzoni. E allora gloria ai vincitori e onore ai vinti… venghino signori venghino a godere della magia, dell'illusione, della poesia e della canzone, questo è il Festival di Sanremo.