Il president uscente di Novartis alla sua ultima assemblea: "Accetto la critica pubblica"

BASILEA - Il presidente uscente di Novartis Daniel Vasella ha ammesso di aver commesso errori in relazione all'indennità di 72 milioni prevista a suo favore dal consiglio di amministrazione (cda) per impedire che lavorasse per la concorrenza. Il friburghese ritiene però di non aver affatto contribuito a favorire la campagna dei sostenitori dell'iniziativa "contro le retribuzioni abusive", su cui popolo e Cantoni si esprimeranno tra dieci giorni.
"Ho commesso due errori evitabili", ha affermato Vasella poco dopo l'inizio dell'assemblea generale alla sala San Giacomo di Basilea. Il primo è di aver accettato l'accordo sull'indennità; il secondo di aver creduto che l'opinione pubblica l'avrebbe accolto. Vasella aveva deciso di devolvere la sostanziosa somma a società di pubblica utilità.
Dopo le virulenti critiche, Vasella ha poi rifiutato il pagamento. Quanto accaduto dimostra che la trasparenza conduce ad adottare correttivi, ha affermato davanti ai proprietari del gruppo.
"Accetto la critica pubblica", ha aggiunto, sottolineando però di considerare la vicenda estranea all'esito del voto sull'iniziativa dell'imprenditore e consigliere agli Stati sciaffusano Thomas Minder (senza partito, ma membro del gruppo UDC alle Camere). Per Vasella la modifica costituzionale godeva già di un ampio favore popolare prima della tempesta sollevata dalla sua indennità 72 volte milionaria.
Le prime reazioni al discorso sono positive. "Vasella ha trovato le parole giuste. Ha detto chiaramente di aver commesso uno sbaglio. Così facendo ha calmato le acque", ha detto alla televisione svizzero tedesca SRF Rudolf Meyer, presidente dell'organizzazione di azionisti Actares, che stando alle sue informazioni promuove un azionariato per un'economia sostenibile.