La presidente del Consiglio Comunale Maddalena Ermotti Lepori e il Cda del Casinò hanno deciso di attendere la conclusione dell'inchiesta amministrativa della Commissione federale

LUGANO - Il momento del chiarimento tra il consiglio di amministrazione del Casinò di Lugano e il Consiglio comunale è rinviato di due o tre settimane. La situazione quindi per il momento rimane in stand by, come ha dichiarato al termine della riunione la presidente del legislativo luganese Maddalena Ermotti Lepori, che ha partecipato in rappresentanza del Consiglio comunale.
La riunione di questa mattina era molto attesa soprattutto dai consiglieri comunali, tranne i rappresentanti del PLR (che negli scorsi giorni hanno ingaggiato una polemica con i colleghi in merito alle accuse lanciate in direzione del Consiglio di amministrazione), da mesi ormai ai ferri corti con il Cda della casa da gioco e in particolare con il sindaco e vice sindaco.
La riunione di questa mattina in via Stauffacher è terminata verso mezzogiorno. Poco meno di un'ora prima aveva lasciato la sala Giorgio Giudici al quale è stato impossibile fare domande. Ai giornalisti hanno invece risposto il presidente del Cda e vice sindaco Erasmo Pelli e Maddalena Ermotti Lepori in un'improvvisata conferenza stampa all'entrata del casinò. Conferenza che a tratti si è trasformata in un botta e risposta da parte dei due.
Il primo a prendere la parola è stato Erasmo Pelli il quale ha spiegato che "la Signora Ermotti Lepori ha preso atto dell'esistenza di un'inchiesta amministrativa approfondita da parte della Commissione federale delle case da gioco. Si tratta di un'inchiesta che va un po' in contro alle domande poste dalla Commissione della gestione. In accordo con l'azionista di maggioranza si è deciso di attendere le risultanze del lavoro della Commissione federale, che non dovrebbero ritardare (si parla di un paio di settimane). Abbiamo quindi deciso di anticipare l'assemblea generale al mese di maggio nella quale verrà messa all'ordine del giorno l'eventuale richiesta di verifica speciale da parte del Consiglio comunale qualora le conclusioni fatte da Berna non dovessero essere ritenute soddisfacenti".
Pronta la risposta di Maddalena Minotti Lepori: "Noi siamo sicuri che le risposte non sono ancora sufficienti, come indirettamente confermato anche dal presidente del Cda. Per cui abbiamo bisogno di ulteriori risposte per una questione di trasparenza anche nei confronti dei legittimi proprietari di gran parte di queste azioni che sono le cittadine e i cittadini di Lugano. Abbiamo saputo che è in corso un'inchiesta amministrativa, e io non sapevo della sua esistenza e che fosse in dirittura d'arrivo. È in corso anche una revisione specifica da parte di una società esterna, abbiamo saputo, che completerà quella della Commissione. Su richiesta di altri partecipanti all'assemblea abbiamo deciso di attendere e sospendere la richiesta di una perizia esterna, alla quale tuttavia non rinunciamo. Quindi aspettiamo anche perché io non sapevo, e forse questo è colpa mia, dell'esistenza di questa inchiesta particolarmente approfondita da parte della Commissione federale".
Ma su cosa sta indagando Berna? Su tutto spiega Pelli: "L'inchiesta è un atto dovuto ed è partita quando a Berna hanno letto della faccenda del NYX. per esaminare le procedure nell'ambito del contratto di locazione eccetera. Ho l'impressione che i commissari leggano più volentieri i giornali piuttosto che quello che scriviamo noi e quindi l'inchiesta è partita in tromba. Ci hanno interpellato, così come la direzione, e hanno chiesto parecchia documentazione. Sarà un lavoro a 360 gradi". E sul fatto che la Maddalena Ermotti Lepori non sapesse dell'esistenza della procedura federale Pelli ha detto: "La signora non lo sapeva forse perché legge meno di me i giornali. Comunque nell'ultima comunicazione al Consiglio comunale abbiamo informato in due righe dell'esistenza dell'inchiesta. Sul fatto che sia la terza inchiesta amministrativa non ritengo sia un problema perché ripeto: è un atto dovuto dopo un fatto così ampiamente mediatizzato".
Sul fatto che la terza inchiesta da parte della Commissione federale delle case da gioco la presidente del Consiglio comunale non è d'accordo: "Forse non siamo dello stesso parere, ma come si dice "ul bel vedé l'è poc distant". Abbiamo chiesto che il rapporto venga messo a disposizione dei commissari della Gestione". "Mi sembra una cosa democraticamente giusta..." ha sottolineato Erasmo Pelli. "Non è sempre stato così nel passato. Ricordo che il tutto non è nato solo con il caso NYX, si tratta di anni di rapporti difficili tra noi e il cda, e in particolare con il sindaco e il vice sindaco. Da anni chiediamo risposte che non abbiamo mai avuto" ha prontamente ribattuto Ermotti Lepori.
ItaCa