Dopo il caso Pesenti il presidente del PS, a capo della tipografia che stampa il giornale, blocca una caricatura su Benedetto XVI

LUGANO – L’ultima copertina del Diavolo non è quella che sarebbe dovuta uscire. La prima pagina originale del quindicinale satirico è infatti stata censurata. Il presidente della tipografia che stampa il giornale, Saverio Lurati, non ha dato il via libera a una caricatura di Papa Ratzinger. Una vignetta che ritrae Benedetto XVI (guarda l'immagine in fondo all'articolo) in un sacco della spazzatura, sotto il titolo: "Quel gran rifiuto di Ratzinger" e il sottotitolo: "Vista l'eccedzionalità dell'evento, il termovalorizzatore di Giubiasco ne sta valutando la ricevibilità". A rivelare la vicenda, con un comunicato stampa, è lo stesso direttore del Diavolo Corrado Mordasini.
“Gli strali che hanno seguito la copertina nata sulla scia dell’abbandono dell’ex-consigliere di Stato, candidata per il PS alle ormai prossime elezioni del comune di Lugano, non sembrano affatto essersi placati. A dimostrarlo un fatto occorso al nostro quindicinale e in particolar modo all’ultimo numero”, è la premessa dell’articolata nota stampa con cui vengono raccontati i fatti.
Lo stop alla pubblicazione di Saverio lurati
Questi: “Con un’e-mail del 21 febbraio 2013 – scrive Mordasini - la tipografia presso la quale, da anni ormai, Il Diavolo viene confezionato ci comunica che l’ultimo numero del nostro giornale satirico, così com'è, non può andare in stampa. Già. A impensierire chi sta a capo del consiglio d’amministrazione della tipografia, Saverio Lurati, (in rappresentanza dei sindacati) sembra ci sia soprattutto la copertina, incentrata sulle clamorose e del tutto inaspettate dimissioni annunciate da Papa Ratzinger. Una copertina che, com’è tradizione del nostro giornale, si fa beffa della notizia. Lurati ci spiega che ha il serio timore, con il recente clima isterico e forcaiolo, che quella copertina sul Papa possa innescare solo ulteriori controversie. Così, ci comunica che proprio non se la sente di dare il nullaosta per la stampa.
Dopo un attimo di comprensibile smarrimento in redazione decidiamo, nostro malgrado, di cambiare la prima pagina, per non rimandare a data da definire l’uscita del numero successivo a quello della tanto vituperata copertina su Patrizia Pesenti”.
"Il gusto amaro della censura"
Fin qui il riassunto di ciò che è accaduto. Poi Mordasini passa alla critica: “Riteniamo la decisione del CdA del tutto arbitraria visto che va a discapito del diritto di satira e della nostra libertà d’espressione. Un’iniziativa che ha il retrogusto amaro della censura, sulla quale è forse il caso di riflettere seriamente e che, per trasparenza e chiarezza nei confronti dei nostri lettori e non solo, non poteva essere taciuta. Proprio no. Anche per rispetto alla tipografia con cui lavoriamo da anni, abbiamo deciso di non emigrare, fermo restando che qualsiasi altra ingerenza nella linea editoriale del diavolo ci costringerà, seppur a malincuore, a cambiare stampatore. Per noi la questione si conclude qua, senza strascichi o polemiche, che non intendiamo alimentare. Speriamo solo di poter collaborare serenamente in futuro senza il ripetersi di incidenti sgradevoli come quello sopra descritto”.