Il Vescovo di Lugano durissimo sulla prima pagina del quindicinale satirico censurata da Saverio Lurati

LUGANO – “Una cosa indegna, di una volgarità abbietta”. Così il vescovo di Lugano, Pier Giacomo Grampa, bolla la copertina del Diavolo intitolata “Quel gran rifiuto di Ratzinger”, censurata da Saverio Lurati, presidente del Consiglio d’amministrazione della tipografia che stampa il quindicinale satirico.
Monsignor Grampa si trova nel Canton Zugo, alla Conferenza episcopale svizzera. “Non ho visto la copertina in questione – dice –, ma se è come me la racconta lei è di una bassezza inesprimibile. Leggere in questo modo, anche dietro il paravento della satira, il gesto di rinuncia del Papa vuol dire non aver capito il suo valore di grande umiltà, e la novità che porta nella Chiesa, spostando l’attenzione dalla persona alla funzione che svolge. Considerarlo un 'rifiuto', giocando sul termine ed equiparando il Santo Padre a spazzatura, dice solo l’incapacità di comprensione e i pregiudizi che impediscono a questi signori di avere una lettura serena e intelligente delle cose della Chiesa”.
Mi pare invece, prosegue il Vescovo di Lugano, che Saverio Lurati abbia fatto un bel gesto. “Plaudo alla sensibilità e all’intelligenza del presidente dei socialisti che a mio avviso non ha fatto un atto di censura, ma un gesto di dignità e di intelligenza”.