CRONACA
Il Papa e il Diavolo, Dadò: "Lurati ha fatto bene"
L'editore locarnese sulla copertina censurata: "Quella non è satira ma solo un modo per non scomparire nell'anonimato"

di Fiorenzo Dadò

Liberatv mi chiede di esprimere un parere come editore sulla censura e quindi sulla nuova provocazione del Diavolo, con la copertina sul Papa che Saverio Lurati ha bloccato prima che andasse sotto i torchi della rotativa. La domanda che viene del tutto spontaneo porsi, prima ancora di entrare nel merito, è: che cosa è la satira? A cosa serve?

La satira dovrebbe innanzitutto far ridere, con eleganza, intelligenza. Ma è un compito arduo, da veri artisti, che attraverso il divertimento, sanno veicolare delle verità, demolire dei pregiudizi, mettere in discussioni convinzioni più o meno radicate e soprattutto seminare al momento giusto qualche dubbio, senza risparmiare nessuno, soprattutto i potenti. Insomma, la satira dovrebbe avere anch’essa uno scopo, che ne so, magari di spingerci a migliorare, inducendoci a riflettere sui paradossi, nei diversi ambiti della nostra vita.

Oggigiorno, anche qui da noi, sotto il cappello della satira si nasconde e si vende però di tutto. Il dilettantismo e il cattivo gusto impera. Non mancano mai attacchi gratuiti alle persone, tirando in ballo anche l’intimità, i fatti strettamente personali e persino dolorosi degli individui, ma che di interesse pubblico non hanno un bel niente e ancor meno servono a riflettere. Attacchi, appunto, senza nessun altro obiettivo se non quello di distruggere chi da fastidio o chi ci sta antipatico, anche solo per semplice divertimento personale. La tattica è sempre la stessa: gli si getta addosso fango, lo si ridicolizza, talvolta in modo ripetuto e martellante, fino a seppellirlo.

Ma, a scanso di equivoci, la storia insegna che non è una prerogativa del Diavolo. Il Dovere, mezzo secolo fa, faceva almeno altrettanto con la penna; basta andare all’archivio e leggere certi articoli di rara quanto indicibile cattiveria, anche contro povere persone, che non avevano nessun’arma per difendersi.

Ma per restare all’oggi, l’ennesima copertina, stavolta mancata, del Diavolo, non ha proprio niente a che fare con la satira e serve solo all’editore o redattore che sia per creare scalpore e in definitiva, alla testata, per non scomparire nel più perfetto anonimato. Personalmente, come editore non ho nessun obbligo di pubblicare nulla. Perciò pubblico e diffondo sotto il nostro marchio ciò che mi interessa pubblicare e che credo sia di una certa utilità alla comunità, quindi anche pungente e di denuncia, se del caso. Le altre cose le rimando al mittente e invito a rivolgersi ad altre tipografie o editori. Non c’è che l’imbarazzo della scelta, anche in Ticino.

Lurati ha fatto bene a non voler stampare e se al Diavolo non sta bene, può sempre stampare in una delle altre 70 tipografie del Cantone.

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