CRONACA
ACB, le ore più buie e l'incubo dei tifosi: "Adesso abbiamo paura"
Barenco, Bersani, Caprara, Martignoni e Morisoli raccontano la preoccupazione per il futuro del club: "Ma Giulini ha dato tanto", dicono

BELLINZONA - Sono ore drammatiche per l'Associazione calcio Bellinzona e per i suoi tifosi. I soldi promessi per oggi dal presidente Gabriele Giulini per pagare gli stipendi, i relativi oneri sociali e gli arretrati di altri creditori non sono ancora arrivati. L'ennesimo rinvio che però, questa volta, sembra davvero avere il gusto della resa. Una resa che potrebbe portare ad esiti catastrofici facilmente immaginabili. 

Nei tifosi, come è normale, serpeggia l'ansia, la tristezza, l'amarezza, quasi la disillusione per una storia il cui finale sembra ormai già scritto. Anche se un flebile fiammella di speranza resta accesa. E poi tra i supporter si coglie lo shock per un incubo sportivo nato d'improvviso, ma che in poche settimane si è ingigantito fino, in queste ore, a tramutarsi lentamente in realtà.

A differenza di analoghe vicende nessuno, fra i tifosi eccellenti che abbiamo intervistato, si sente di mettere sotto processo il presidente Gabriele Giulini. C'è un senso di comprensione per un uomo a cui viene riconosciuto di aver comunque dato tanto alla squadra. Anche se le ore più buie della storia recente del club si incrociano, in un destino beffardo, con la scadenza che molti tifosi, e il presidente Giulini in testa, avevano a lungo sognato: quella del nuovo stadio. La popolazione di Castione dovrà esprimersi sul progetto fra qualche settimana. Ed è un'ulteriore perfidia della storia notare come il nuovo stadio da fulcro della vicenda granata sia diventato poco meno di un dettaglio a margine, un comparsa, sulla scena di queste ore drammatiche.

Sergio Morisoli: "L'ACB come le Officine"

"Sono molto dispiaciuto perché l'ACB non è solo una squadra di calcio ma è un simbolo per la Città di Bellinzona e per il Ticino nel resto della Svizzera. Sei anni fa eravamo in finale di Coppa Svizzera e ora si rischia di scomparire…è veramente triste per chi come me, nel limite del possibile, non manco nessuna partita in casa. Io non conosco evidentemente i dettagli di quel che è successo, ma di sicuro la situazione non era tranquilla da almeno un paio d'anni, con questi strani valzer di giocatori e allenatori. Penso comunque che Gabriele Giulini abbia dato, per me è una brava persona, poi magari ha fatto il passo più lungo della gamba o qualcuno si è approfittato di lui. Sa, con questi mega staff intorno ai presidenti…è vero che ancora una volta l'avventura di un imprenditore italiano nel calcio ticinese sembra finir male. Ma nello stesso momento in cui faccio questa riflessione mi chiedo: i ticinesi che potrebbero fare qualcosa dove sono? 
Comunque adesso spero che la Città intervenga per quello che può fare. Vedo un parallelismo tra l'ACB e le Officine, a livello simbolico. Bellinzona è una di quelle città post industriali tipo Leeds, con molto impiego pubblico e ceti medio bassi. La squadra di calcio rappresenta una miscela sociale che travalica lo sport e che non va assolutamente sottovalutata perché è preziosa. Senza l'ACB cosa resta di vivo a questa Città?"

Brenno Martignoni: "Incrocio le dita…"

"Se c'è qualcosa nel bellinzonese che tocca il cuore di tutti a 360 gradi è proprio l'ACB. Una squadra che non finisce mai di stupire e che sa anche far sognare, se penso in particolare alla promozione del 2008. Auspico che si faccia tutto il possibile perché si possa trovare una via d'uscita. Incrocio le dita".

Bixio Caprara: "La votazione sullo stadio come Vasella con Minder"

"Sono molto preoccupato. Mi hanno appena chiamato i giornalisti della radio della Svizzera romanda perché come spesso capita del Ticino si parla quando le cose vanno male. Prima il Vacallo ora il Bellinzona. Ciò che mi preoccupa è lo scollamento tra la dirigenza e la base. A Giuini tuttavia non penso si possa rimproverare nulla. Ci ha messo molto del suo in termini finanziari. Queste sono però situazioni che preoccupano per diversi aspetti, l'immagine che si dà non è positiva. Inoltre ora c'è la votazione per lo stadio ad Arbedo Castione e questa situazione ricorda quella di Vasella con l'iniziativa Minder. Altro aspetto non molto positivo è che la città non sappia molto di più di quanto si legge sui giornali. In questo momento ritengo che un chiarimento sia oltre che necessario, anche urgente. In generale mi sembra che in Ticino ci debba essere congruenza tra gli aspetti sportivi e quelli finanziari: se si fa sport d'elite i mezzi finanziari devono essere di pari livello. Per carità possiamo continuare a pensare a quanto sarebbe bello avere cinquanta Geo Mantegazza, ma la realtà è che ce n'é uno solo"

Corrado Barenco: "Situazione gravissima. Temo il fallimento"

"Sono molto preoccupato. Mi sembra che il pericolo del fallimento, anche per quanto si dice in città tra i tifosi, sia molto concreto. Non conosco i motivi che hanno portato a questa situazione, così come non capisco come Giulini abbia potuto mettere 20 milioni di franchi fino a novembre e poi nulla da dicembre ad oggi. Mi sembra sia successo tutto improvvisamente. Ma non penso si possa parlare di tradimento da parte del presidente granata. Piuttosto direi che si tratta di un caso eccezionale. Insomma il giocattolo si è rotto, ma non parlerei di malafede. Non è come in altri casi nei quali alcune società sportive si sono trovate in difficoltà a causa di cattive gestioni che si sono protratte per anni. In questo caso le difficoltà sono giunte all'improvviso. Insomma è un brutto colpo, la situazione è gravissima e ora tra i tifosi si parla di fallimento dell'ACB".

Andrea Bersani: "Non tocca alla Città intervenire"

"È chiaro che come tifoso la preoccupazione è che la squadra sia retrocessa. Ma vicende come questa probabilmente ci fanno capire che in questo Cantone, in alcuni settori, viviamo al di sopra delle nostre possibilità, e per farlo talvolta ci tocca andare a reperire capitali esteri che però possono portare brutte sorprese. Certo, questa volta, non me lo aspettavo. Fino a poche settimane fa le cose sembravano andare bene. Non penso comunque che sia compito della Città intervenire. Triste l'ipotesi che il nuovo comune possa nascere senza l'ACB? Per me la cosa più importante è che il nuovo comune possa mettere a disposizione dei suoi cittadini le strutture e i servizi di cui hanno bisogno. Non si deve confondere una squadra di calcio con il ruolo di un ente pubblico che è chiamato ad amministrare i soldi di tutti i cittadini"

AELLE/ITACA

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