Cansani, Ghisletta, Kandemir e Stojanovic commentano la decisione del presidente del PS di censurare la prima pagina su Benedetto XVI

BELLINZONA - Continua a far discutere la decisione del Consiglio d'Amministrazione della tipografia Aurora, presieduto dal presidente del PS Saverio Lurati, di censurare la copertina del Diavolo su Papa Ratzinger.
Benedetto XVI, ricordiamo, era stato ritratto sulla prima pagina impacchettato in un sacco della spazzatura sotto il titolo "Il Gran Rifiuto". Dotta citazione dantesca richiamata da molti a commento della decisione del Papa di ritirarsi.
"Respingo al mittente le accuse di "censura" e di "ingerenza nella linea editoriale. Con il mio intervento, condiviso dall'intero Consiglio di amministrazione, ho chiesto alla redazione di modificare una copertina che ritraeva Benedetto XVI in modo altamente irrispettoso e che sicuramente avrebbe urtato la sensibilità della stragrande maggioranza della popolazione ticinese". Questa la posizione espressa pubblicamente da Lurati.
L'attacco dei giovani comunisti
Una posizione che non ha convinto per nulla i giovani comunisti che, oggi, con un comunicato stampa, vanno all'attacco: "Si è trattato di un goffo attacco alla libertà di stampa e di un pericoloso atto di censura e soprattutto di un gesto offensivo nei confronti del popolo della sinistra. Probabilmente Padre Lurati ha deciso che - in vista delle prossime elezioni comunali differite - in ottica anti-Lega sia necessario il sostegno vescovile e pipidino. Tale obiettivo sembra concretizzarsi, infatti il mostrarsi più papisti del Papa e l'impartire preziose lezioni di bigottismo è una tattica politica che ha immediatamente suscitato il sostegno del Capogruppo "oregiatt" in Gran Consiglio Fiorenzo Dadò e addirittura del signor Pier Giacomo Grampa, il più alto in grado tra i vicari di Cristo in Ticino".
Fin qui la nota dei comunisti. Ma cosa si dice all'interno del partito socialista. Abbiamo raccolto quattro opinioni.
Raoul Ghisletta: "No alla censura"
"Io sono sempre stato molto scettico sulla censura. La ritengo sbagliata a prescindere. Nel caso specifico non capisco bene perché una tipografia debba intervenire per bloccare una prima pagina. Questo lo dico al di là del buon gusto della copertina stessa. Penso che la satira deve essere libera, finché non sconfina nel campo del codice penale. E allora interviene la magistratura, non la tipografia".
Giovanni Cansani: "Saverio Lurati ha fatto bene"
"Penso che Saverio Lurati questa volta abbia fatto bene. Sono uno che va in Chiesa e mi è sembrato esagerato vedere una persona importante per chi come crede nella religione cattolica ritratta in quel modo. Anche se posso riconoscere una certa genialità nella citazione dantesca. Che poi avesse fatto qualcosa di male il Papa…ha invece compiuto un gesto di umanità e di umiltà che va rispettato e non deriso in quel modo. Io sono abbanato a vita del Diavolo e per principio sono contrario alla censura. Sarebbe bello che si potessero evitare queste cose affidandosi alla sensibilità di chi fa la satira. Che sia lui stesso, insomma, a comprendere i limiti. Da censurare anche la copertina su Pesenti? No, quella no. L'ho travata davvero geniale. Maschilista? In tutti noi ogni tanto riaffiora la goliardia da caserma. E non c'è nulla di grave in questo"
Neanad Stojanovic: "Poco opportuna la carica di presidente di partito con la presidenza della tipografia"
"Innanzitutto Lurati ha preso questa decisione non come presidente del PS ma come presidente del Consiglio d'Amministrazione della tipografia. È chiaro che ha creato un precedente: d'ora in avanti gli chiederanno conto di tutte le copertine del Diavolo. Di fatto si è trasformato in editore. Esprimo un'opinione personale: credo che sia poco opportuna questa doppia carica. Non penso che il presidente di un partito possa mettersi nella condizione di poter censurare questo o quella pubblicazione. Premette che non conosco tutti gli aspetti legali, ma nella sua stessa situazione io non l'avrei fatto. Il Diavolo è un foglio satirico che deve avere un certo margine diverso dalle normali pubblicazioni. Ci sono delle precise disposizione del codice penale per quanto riguarda la satira, e il limite deve essere quello. A me, per dire, non è piaciuta per nulla la copertina su Patrizia Pesenti. Ma si tratta di un gusto personale che non può sostituirsi al codice penale, in ambito satirico. Quello che però mi dà più fastidio di tutta questa discussione che si è aperta da qualche settimana, è il fatto che certi ambienti politici e giornalistici ne approfittano per mettere sullo stesso piano un giornale dichiaratamente satirico come il Diavolo con il Mattino. Il domenicale leghista è il giornale del primo partito di Governo e non dichiara affatto di fare satira. Senza contare che il Mattino è coofinanziato da aziende pubbliche del comune di Lugano, come l'AIL, che dovrebbero meglio valutare le loro sponsorizzazioni".
Pelin Kandemir Bordoli: "Sto con Lurati. Copertina pesante"
“Precisiamo - e mi pare che ci sia un po’ di confusione su questo - che Lurati è intervenuto come presidente della tipografia che stampa il Diavolo, e non come presidente del Partito socialista. Per evitare strumentalizzazioni, è quindi bene ribadire che ha deciso in quella veste. Mi pareva comunque una copertina pesante e preoccupante, quindi sto con Saverio. Non so esattamente quali valutazioni abbiano fatto i dirigenti della tipografia. È chiaro che è sempre difficile giudicare e capire dove mettere i paletti della censura. Se si fosse fatto un ragionamento di convenienza politica, o partitica, sarei stata contraria a bloccare la pubblicazione. Per fare un esempio, censurare la copertina su Patrizia Pesenti sarebbe stato letto come un’ingerenza politica. Ma credo di poter dire che nel caso della copertina sul Papa, sia stata fatta unicamente una valutazione legata al rispetto della dignità personale”.
AELLE/emmebi