CRONACA
Si rafforza la lotta alla criminalità transfrontaliera tra Svizzera e Italia
Pubblicato il rapporto annuale del Centro di cooperazione di polizia doganale. Stabili i reati perseguiti, sempre elevati gli interventi per furto

CHIASSO - Nel corso 2012, a seguito di un caso di “Rip deal” (operazione di cambio fraudolenta),  per un ammontante di 850'000 franchi avvenuto in Ticino, la Polizia Scientifica è riuscita a rilevare dei frammenti di impronte digitali su una mazzetta di denaro falso, consegnato dall’autore alla vittima. I primi contatti tra autori e vittima erano avvenuti in Italia, ma a livello svizzero le impronte non erano presenti nella banca dati. Poco male perché le impronte erano registrate negli archivi italiani. Grazie alla richiesta di collaborazione della Polizia cantonale ai colleghi italiani è stato possibile identificare l'autore. I fotogrammi estrapolati dalla videosorveglianza dell’hotel presso il quale era avvenuto lo scambio di denaro hanno e il mandato internazionale di cattura hanno fatto il resto e il truffatore è stato arrestato.   

Quello appena raccontato è solo uno degli esempi di collaborazione nella lotta alla criminalità transfrontaliera tra Svizzera e Italia riportato nel rapporto annuale del Centro comune di cooperazione di polizia doganale. "Nel corso del 2012 il “Gruppo Analisi” del CCPD ha promosso diverse importanti iniziative - si legge nel report -  Anzituto, la denominazione del gruppo è stata trasformata in “Team Analisi Criminale Transfrontaliera”, per meglio rispecchiare l’aività dello stesso. A livello del personale, l’analista criminale del TACT ha potuto completare adeguatamente la sua formazione, sia nel campo dell’analisi criminale strategica che in quello dell’analisi criminale operativa  acquisendo ulteriori strumenti utili a gestire i nuovi progei del TACT".

Compito per il Team di analisi criminale nel 2013 "sarà quello di analizzare il materiale e le informazioni raccolte durante le stesse al fine di elaborare dei prodotti di analisi che verranno utilizzati dalle forze dell’ordine di entrambi i Paesi".   

Per quanto riguarda l'attività 2012 i reati che generano più richieste presso il centro sono appropriazione indebita, rapina, reati doganali, riciclaggio, stupefacenti e furto. I dati restano abbastanza stabili con il furto sempre in testa, con oltre 500 segnalazioni, malgrado una leggera flessione 

Le altre richieste di collaborazione sono distribuite in modo abbastanza regolare tra i reati restanti. Solo crimine organizzato, falsificazione, immigrazione clandestina, minaccia e ricetazione superano le 30 richieste annue, mentre le altre tipologie restano atorno a quantità non significative. È però interessante notare - scrive il CCPD - come, malgrado la maggioranza delle richieste si concentrino su alcuni reati particolari,  i dossier tratati al CCPD coprano una grandissima varietà di reati più o meno comuni.

"Il numero di persone controllate tramite il CCPD nel 2012 - si legge nel rapporto - resta stabile rispeto al 2011, anno che aveva visto un importante aumento. Confrontando questo numero con quelli degli anni passati possiamo renderci conto di come, nel 2012, al CCPD siano state controllate quasi il doppio di persone rispeto al 2009, anno durante il quale, come conseguenza dell’applicazione degli accordi di libera circolazione, il numero di controlli era più che dimezzato ( da 12'000 a 5'400 controlli)"

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