Secondo l'arciprete di Chiasso la Chiesa è troppo eurocentrica e dovrebbe aprirsi al mondo. "Tra i candidati europei sceglierei il cardinale di Vienna. L'italiano Scola é troppo vicino a CL"

CHIASSO/ROMA – “Mi piacerebbe un Papa extra-europeo. Tanti preti, come me, hanno il desiderio che si vada a pescare lontano, per far capire che la Chiesa sa gettare la rete oltre i propri confini tradizionali”. Don Gianfranco Feliciani, arciprete di Chiasso, traccia un’analisi personale dei “papabili” e indica i suoi preferiti.
Si apre oggi il Conclave che eleggerà il successore di Benedetto XVI. Dopo essersi trasferiti nella residenza Santa Marta, in Vaticano, i cardinali - sia elettori che ultraottantenni - partecipano questa mattina nella basilica di San Pietro alla messa "pro eligendo Pontifice" celebrata dal decano del Sacro Collegio, Angelo Sodano.
Quindi alle 16.30 avranno luogo l'ingresso in Conclave e il giuramento per l'elezione del Papa, cui potrà seguire la prima votazione.
“Durante tutte le messe si prega per il futuro Papa, all’omelia si fa qualche commento – dice Don Feliciani -. Ma con molta discrezione, però. Da noi non c’è quel calore un po’ enfatico che si vive in Italia. Siamo più sobri”.
Se dovesse scegliere, l’arciprete di Chiasso sceglierebbe il brasiliano Odilo Pedro Scherer. “È vero che il problema non è la provenienza geografica, ma principalmente eleggere un uomo dalla mente e dal cuore aperti. Ma anche la provenienza aiuterebbe ad allargare la mente e il cuore. Ecco perché mi piacerebbe il cardinale di San Paolo sul soglio pontificio, un vescovo extra-europero. La Chiesa oggi è troppo eurocentrica. Mi piace anche il cardinale di Boston, Patrick O'Malley, che ha dovuto fare un’operazione coraggiosa per risarcire le vittime della pedofilia, ed è un uomo che ha ridato credibilità alla diocesi, un francescano doc”.
Tra i papabili europei, Don Feliciani predilige il cardinale di Vienna, Christoph Schönborn. “Un conservatore intelligente, che vede chiaro sui problemi attuali della Chiesa e della sociatà. Angelo Scola è sulla linea di Comunione e liberazione e, con tutto il rispetto, siamo psicologicamente diversi. E credo che questo sia il sentire di tanta gente, di tanti preti, anche in Ticino, che si augurano un vero e profondo rinnovamento della Curia romana”.
C'é comunque divisione tra i cardinali che oggi pomeriggio si riuniranno nella Cappella Sistina: non solo sui nomi dei successori di Benedetto XVI, tanto che i "pacchetti" di consensi sono ben lontani dalla necessaria quota 77, ma anche sulle priorità del futuro governo della Chiesa, e persino su quanto potrà durare il Conclave.
I riti di oggi pomeriggio prevedono alle 16.15 il riunirsi dei 115 elettori nella Cappella Paolina da dove alle 16.30 partirà la processione attraverso la Sala Regia per giungere all'ingresso della Cappella Sistina. Qui avverrà il giuramento, seguito dall'"extra omnes", cioè la formula del cerimoniere pontificio che dichiara l'uscita di chi non partecipa al Conclave. Seguirà la "meditazione" del cardinale maltese Prosper Grech. Quindi il possibile primo scrutinio e l'attesa "fumata", che difficilmente stasera potrà essere bianca, cioè indicare l'avvenuta elezione del nuovo Pontefice. La giornata viene chiusa dalla recita dei Vespri.
Da domani gli scrutini potranno essere quattro al giorno, due al mattino e due al pomeriggio, con due fumate, fino a quello da cui risulterà eletto il nuovo Papa, per il quale occorrerà un quorum di due terzi dei consensi, pari a 77 voti.
emmebi/ATS