CRONACA
A Mendrisio le processioni storiche sono salve. Ma che fatica!
Dopo l'appello di settimana scorsa degli organizzatori per mancanza di comparse, c'è chi si è fatto avanti. "Ma si fa fatica a tramandare le tradizioni" ci dice il responsabile Mario Tettamanti

 

MENDRISIO - Sono più di tren'anni che Mario Tettamanti si occupa delle Processioni storiche di Mendrisio. In oltre tre decadi ha reclutato migliaia di comparse. Mai come quest'anno però l'organizzazione è stata una corsa contro il tempo. Settimana scorsa l'appello: mancano comparse, soprattutto ragazzi dalle scuole medie e alcuni adulti principalmente per la processione del Venerdì Santo. Ora a una settimana da quell'allarme il signor Tettamanti è un po' più tranquillo. 

"Sì in effetti dopo l'appello che abbiamo lanciato settimana scorsa abbiamo ricevuto altre adesioni, soprattutto adulti che hanno in parte compensato la mancanza di ragazzi"

Quindi se qualcuno volesse annunciarsi fa ancora in tempo?

"Certo. Calcoliamo tuttavia che, come ogni anno, si presenteranno anche all'ultimo minuto. Per la processione del giovedì siamo più o meno a posto, ma se per il venerdì ci fossero ragazzi in età di scuola media ben vengano (per chi è interessato chiamare il numero: 091/646 65 26)".

Processioni 2013 salve quindi? 

"Possiamo dire che per quest'anno ci siamo. Le Processioni sono salve grazie a chi si è messo la mano su cuore. Ci ha fatto piacere ricevere telefonate da gente del canton Grigioni e altre località del Ticino". 

Già perché le Processioni storiche di Mendrisio non sono aperte solo agli abitanti del Borgo?

"No. Tutti possono partecipare e iscriversi". 

Per voi però è una faticaccia. 

"Siamo con il contagocce. Il problema è che ci sono tanti oggetti da portare. Non è semplice organizzare la sfilata. La processione del venerdì è divisa in 7 gruppi che rappresentano i dolori della Madonna Addolorata. Come si fa a tagliare? Vogliamo proporre delle processioni così come indica la tradizione. Non possiamo accorciare qualcosa che nel suo svolgimento ha un senso ben preciso, è anche una questione di coscienza".

Quello di quest'anno però è stato un campanello d'allarme in previsione dei prossimi anni. 

"Vede una volta era più semplice perché c'erano le confraternite e i ragazzi arrivavano anche spontaneamente. Oggi è difficile. Mendrisio e i suoi abitanti sono cambiati. Forse non c'é più quell'attaccamento alle tradizioni. È però compito degli adulti saper tramandarle e saper dimostrare la voglia di mantenere e conservare questa tradizione. È una catena: i giovani di oggi se coinvolti conserveranno un bel ricordo e potranno spronare i giovani di domani a partecipare. Sono 400 anni che a Mendrisio si fanno le Processioni. Quest'anno poi anche Svizzera turismo, nell'anno legato alle manifestazioni tradizionali, ci ha messo in evidenza nella sua pagina internet. Non da ultimo siamo ad un passo dal ricevere il riconoscimento dell'UNESCO. Quindi è peccato che proprio quando le istituzioni dimostrano di crederci, sia la popolazione che non ci crede più. Spero non sia così". 

Senta già che ci siamo: se da una parte avete fatto fatica a reclutare ragazzi immagino che il posto più ambito della processione del giovedì, ovvero Gesù, sia già stato assegnato?

"Sì e come ogni anno c'è una lunga lista di candidati che devono passare una prova di idoneità"

Cioè? Devono aver fatto i bravi durante l'anno?

"Ma no (ride). È solo qualche minimo requisito fisico. Devo pur sempre portare la croce per un chilometro e mezzo".

E poi c'é la consegna del silenzio come per i cardinali in conclave.

"Esatto. Chi fa il Gesù con la croce non deve dirlo a nessuno". 

Appuntamento quindi per il 28 marzo nel nucleo di Mendrisio per assistere alla Funziun di Giüdee e il 29 marzo alla processione del Venerdì Santo. 

 

ItaCa

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