Il sindaco di Milano, ospite oggi a Lugano, ha rassicurato: "Garantisco l'Expo non solo si farà ma sarà un'occasione per tutti". Giudici: "Per noi è una sfida. Dobbiamo farci conoscere ora"

LUGANO - Quando sono in arrivo gli ospiti a casa di solito ci si affretta a mettere tutto a posto. Pulire per bene la casa, tirare fuori l'argenteria, cucinare il piatto che meglio ti riesce e se c'è meglio prendere il vino buono. Tutto deve essere perfetto, perché il peggio che possa capitare è fare brutta figura.
Ecco Lugano oggi era così. Come uno che aspetta un buon amico per accoglierlo nel miglior modo possibile e con il miglior sorriso del repertorio. L'amico oggi era il sindaco di Milano Giuliano Pisapia atteso in Ticino per la prima tappa del Expo 2015 road-show, ovvero il primo di una lunga serie di appuntamenti che serviranno agli organizzatori per alzare il livello dell'entusiasmo attorno all'esposizione universale in programma dal 1 maggio al 31 ottobre.
In molti ad accogliere il sindaco di Milano
Ma torniamo alla giornata luganese. L'arrivo di Piasapia all'USI era previsto per le 14, ma si sa gli ospiti importanti possono permettersi anche un leggero ritardo. Nel frattempo nel piazzale dell'ateneo sono cominciati ad arrivare gli ospiti di casa. Fatta eccezione per i leghisti, sui quali l'Expo 2015 si sa non ha fatto grande presa, nessuno è voluto mancare. Chi per stringere la mano al compagno Pisapia, sottolineando le affinità politiche, chi per fare disinteressati complimenti, altri ancora semplicemente perché a Lugano - tribunali permettendo - fra un po'si vota. A occhio la squadra più numerosa era quella socialista che tra le sue fila contava, oltre alla municipale uscente Nicoletta Mariolini, ben quattro candidati al municipio. Ma anche gli altri partiti non hanno sfigurato. Dal PLR al PPD tutti erano ben rappresentati tra pretendenti a una poltrona in consiglio comunale e in municipio.
A fare gli onori di casa però ci ha pensato Giorgio Giudici che ha accolto il collega milanese con un caloroso: "Ciao Giuliano, benvenuto a Lugano". Strette di mano, foto di rito, un caffé veloce, un paio di rapide risposte ai giornalisti, il Milano Expo 2015 road show è iniziato verso le 15 nell'aula magna dell'USI.
Paolo Clemente Wicht (Lugano 2015): "Milano chiama, noi ci siamo"
Il primo a prendere la parola è stato Paolo Clemente Wicht per Lugano 2015, gruppo di lavoro indipendente che da tre anni è al lavoro per contribuire attivamente alla riuscita dell'esposizione universale e posizionare Lugano come location ideale e strategica in vista dell'arrivo delle delegazioni che parteciperanno all'Expo. "Quando Milano chiama, Lugano c'è già" ha detto Paolo Clemente Wicht che ha sottolineato i "200 anni di amicizia che ci legano".
Giorgio Giudici: "La sfida è farci conoscere ora, non solo nel 2015"
La parola più usata dagli oratori è stata senza dubbio "opportunità". Già perché è innegabile che, allo stato attuale dei lavori, l'esposizione universale debba ancora fare uno sforzo per convincere della bontà dell'investimento, soprattutto tra gli operatori e la popolazione. A livello istituzionale invece il Ticino e la Svizzera hanno immediatamente risposto "presente". Come ha ricordato Girogio Giudici "nel 2007, quando firmammo con Milano un documento di collaborazione, avevamo già capito le opportunità per la nostra città. La procedura ha conosciuto qualche incertezza negli anni a seguire, ma ora possiamo dire che sono state superate". Per il sindaco la sfida è "farsi conoscere, far sapere che esistiamo. Ma non nel 2015, quando tutto sarà pronto. È ora che bisogna lavorare, far capire con da noi la gente troverà un paesaggio straordinario". Ma l'Expo per Giudici é anche un'opportunità per trarre un vantaggio di sviluppo duraturo.
Giuliano Pisapia: "Sarà il primo grande evento dopo crisi. Benefici fino al 2020"
Dopo Giudici è stata la volta di Giuliano Pisapia. "La mia presenza vuole essere un ringraziamento nei confronti del Ticino e della Svizzera che con lungimiranza hanno creduto per primi nel progetto Expo 2015" ha detto il sindaco di Milano che ha ricordato il legame profondo che unisce la sua città con Lugano. Conscio delle voci critiche nei confornti di Expo 2015 - molte delle quali di provenienza italiana - Pisapia ha rassicurato: "Sono qui per dire con forza non solo che l'Expo si farà ma che sarà il primo grande evento post-crisi e un'occasione di rilancio per tutti". Forte dei sino ad oggi 125 paesi partecipanti il sindaco di Milano ha anche detto che nonostante alcuni problemi ereditati dall'amminsitrazione di Letizia Moratti i problemi sono superati, tanto che ora c'è un problema di spazi ancora disponibili. "L'Expo sarà un evento unico e ho ricevuto subito le garanzie dal nuovo presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni che ci sarà piena collaborazione" ha dichiarato Pisapia. Un patto tra città e regione che mette al riparo la manifestazione dalle incertezze politiche nazionali perché "tutti hanno compreso l'importanza di Expo 2015, a cominciare dal presidente Napolitano". Piaspia ha anche ricordato lo studio effettuato dalla Bocconi secondo il quale l'afflusso di almeno 20 milioni di turisti porteranno tra le altre cose un indotto pari a 10 miliardi di euro al settore turistico e produrrà effetti positivi almeno fino al 2020.
Luigi Pedrazzini: "È un treno che bisogna prendere perché va nella giusta direzione"
Insomma, per dirlo con le parole di Luigi Pedrazzini, delegato Expo per il Ticino, questo "non è un treno da non perdere, è semplicemente un treno da prendere perché va nella giusta direzione. È un occasione per noi ticinesi per farci conoscere perché anche il nostro cantone ha qualcosa da dire. Sarebbe incomprensibile se noi ci chiamassimo fuori di fronte anche all'entusiasmo subito dimostrato da Berna". Un'occaisione - ha detto Pedrazzini - di scegliere un compagno di viaggio vicino a noi anziché, come spesso accade, sceglierne magari più esotico ma lontano.
ItaCa