CRONACA
AC Bellinzona "the day after" e un fantasma chiamato quinta lega
Il futuro dal punto di vista sportivo, che si intreccia con quello giuridico, ricordano il fallimento del Neuchatel Xamax. L'ACB vede lo spettro della quinta lega

BELLINZONA - Non c'è spazio per le illusioni e non c'è neppure un briciolo di fiducia. Tutto bruciato. Speranza, sogni e soprattutto i soldi, che alla fine nello sport, valgono più dell'orgoglio e della maglia. Il Bellinzona si è affidato a un giudice. Probabilmente la prima figura razionale da parecchi mesi a questa parte. L'unica persona che forse riuscirà a far capire a Gabriele Giulini che se c'é una società anonima, ci sono anche delle regole. Si chiama diritto civile. 

I commenti sui quotidiani ticinesi oggi dipingono quadri a tinte non più solo scure: il granata è diventato solo nero. Il pretore, come ricordano i quotidiani, prenderà una decisione entro metà aprile. Nel frattempo la popolazione di Arbedo Castione dovrà esprimersi sulla costruzione dello stadio. Anzi, più precisamente sul futuro pianificatorio del comparto, perché come ha ricordato il Municipio - un tempo fedele alleato di Giulini - ha messo le mani avanti e ha spiegato nei giorni scorsi ai cittadini che la decisione è sulla pianificazione e che lo stadio è una delle ipotesi. Come dire: quando votate pensate al comune, non a Giulini. 

Se dal punto di vista della giustizia civile il Bellinzona è come un condannato che aspetta che il giudice pronunci la pena, da quello sportivo i granata sono un condannato alla pena capitale che aspetta il boia. Purtroppo la giurisprudenza sportiva è colma di esempi. L'ultimo il Neuchatel Xamax. La prospettiva è la 5 lega e i debiti certo non aiutano il Bellinzona, perché se per una SA è obbligatorio avere finanze sane, anche la Swiss footbal league chiede garanzie economiche per avere il nullaosta e partecipare al campionato. 

A Bellinzona c'é ancora qualcuno che spera nella moratoria concordataria. Ma quest'ultima è una speranza solo se si palesassero interessati a prendere la nave già affondata. E visto che stiamo parlando di una squadra di calcio che milita in uno dei campionati meno attrattivi d'Europa dal punto di vista economico, è oggettivamente difficile immaginare che ci sia qualcuno che in un momento di crisi ci metta i quattrini a fondo perso.

Ieri il legale dell'ACB Tuto Rossi, fresco di mandato da parte di Gabriele Giulini per cercare di salvare il salvabile, aveva dichiarato che i bilanci non sarebbero stati consegnati. Nel pomeriggio però il revisore ha fatto il contrario. "Probabilmente ha ceduto alle pressioni" ha dichiarato in serata Rossi. Oppure il contabile ha più semplicemente dato retta alla sua coscienza. Il primo gesto razionale in una catena di comportamenti folli.

 

ItaCa

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