CRONACA
Boston colpita dalle bombe. Andrea Erba, maratoneta, racconta: "È pazzesco, sono scioccato!"
Andrea Erba, organizzatore di viaggi per gli appassionati delle maratone: "Quella di Boston è la maratona delle maratone. Hanno colpito nel momento di maggior affluenza di podisti"

LUGANO - Un boato, il fumo, l'onda d'urto che alza un vento di terrore. Prima un botto impressionante. Pochi secondi dopo un altro. A Boston è una giornata di festa, si corre la maratona. Non una qualsiasi. Come ci racconta Andrea Erba, giovane ticinese con la passione della corsa, "Boston è la maratona delle maratone". Da ieri le immagini catturate da diverse angolazioni propongono scene agghiaccianti. "Quando le ho viste sono rimasto letteralmente scioccato" ci racconta Andrea che della sua passione ci ha fatto un lavoro. 

Da due anni Andrea, creatore del sito www.specialemaratona.ch organizza dal Ticino viaggi, tutto compreso, con destinazione le maratone di mezzo mondo. Sono molti i dilettanti che vogliono misurarsi sulla distanza regina dei podisti. Correre la maratona per molti è un sogno, un obbiettivo da raggiungere, o semplicemente un'occasione per dire "io c'ero". Lo scorso novembre aveva organizzato la trasferta per correre quella di New York, poi annullata per l'uragano Catrina. Per l'edizione 2013, sempre nella Grande Mela, la società di Andrea ha già una ventina di iscritti. A maggio un altro gruppo parteciperà a quella di Riga, poi San Pietro Burgo. 

Sabato prossimo però ce n'è un'altra importante: la maratona di Londra. "Gli organizzatori ci hanno già scritto una e mail nella quale ci avvertono che le misure di sicurezza saranno aumentate" ci spiega Andrea Erba che non si lascia scoraggiare da quanto successo a Boston: "Se mi faccio prendere dalla paura non esco più di casa. È chiaro che ora le maratone rischiano di diventare più "militarizzate". D'altra parte è difficilissimo controllare tutto. Soprattutto negli Stai Uniti i controlli non sono mai stati molto stretti. Chiunque può confondersi tra la folla indisturbato". 

Come tutti gli ordigni, anche quelli di ieri sono stati studiati per fare più danno possibile, per colpire la parte più vulnerabile. Piazzate a pochi metri di distanza, gli esplosivi sono stati posti all'arrivo proprio nel momento in cui arriva la maggior parte dei partecipanti, stremati dallo sforzo fisico. "Le maratone non sono solo appuntamenti per i runners - ci dice Andrea Erba - sono manifestazioni di massa alle quali partecipano persone di culture, religione, paesi diversi. Una festa popolare in grado di richiamare una moltitudine di persone. A New York per esempio i partecipanti alla maratona sono circa 50'000 ma in totale l'evento è in grado di attirare almeno un milione di persone. I deficienti che hanno piazzato le bombe a Boston sapevano di colpire nel momento di maggior affluenza. Chi ha un minimo di preparazione ce la fa in 4 ore, il tempo che ci ho impiegato io per correre quella di New York nel 2011. Ricordo che quella volta, dopo di me, c'erano ancora 40'000 persone che dovevano tagliare il traguardo".

A Boston per il momento le vittime accertate sono 3 - tra le quali un bambino che aspettava il padre all'arrivo - e circa 140 feriti. La Casa Bianca non si è sbilanciata e ha parlato di "atto terroristico" ma senza specificarne la matrice. La paura è tornata. "Hanno ucciso Bin Laden, non hanno sconfitto il terrorismo" ci dice Andrea che sabato spera di correre sotto le 4 ore la maratona di Londra, dove gli appassionati saranno circa 35'000. 

 

ItaCa

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