Il debito della società leventinese sarebbe composto in larga parte da imposte alla fonte e oneri sociali non versati durante la scorsa stagione. Il presidente Lombardi non conferma né smentisce

di Marco Bazzi
AMBRÌ – L’imprenditore egiziano Sawiris è pronto a partecipare all’aumento di capitale dell’Ambrì. “Farò la mia parte se gli altri faranno la loro. Non sarò io a salvare la società, ma nemmeno ad affossarla”, ha dichiarato in sostanza ieri mattina alla RSI.
Si sa che il debito dell’Hockey Club Ambrì Piotta si aggira intorno ai due milioni di franchi. Lo si sa per ammissione della stessa società che l’altro giorno in un comunicato stampa ha scritto: “Il Consiglio d’amministrazine approva la scelta del proprio Presidente che ha voluto lanciare un tempestivo segnale d’allarme già lunedì scorso, indicando sin dall’inizio la cifra di due milioni quale ammontare totale necessario per far fronte agli obblighi della società in vista della licenza di gioco per la stagione 2013/14”.
La situazione è seria. Non grave, ma molto seria. Ma se la preoccupazione principale per i dirigenti della società sportiva sembra essere la licenza di gioco per la prossima stagione, ben altre sono le preoccupazioni dei creditori, compresi Fisco e Assicurazioni sociali.
Il presidente Filippo Lombardi non spiega, per ora (non conferma nè smentisce), la composizione del debito e invita ad attendere la conferenza stampa indetta nei prossimi giorni, dove verranno spiegati i dettagli della situazione. E forse si scoprirà anche che il debito è leggermente superiore ai due milioni, sempre ammesso che nel frattempo l’Ambrì non saldi parte degli scoperti.
Sia come sia, fonti attendibili di liberatv.ch indicano che buona parte del debito dell’Ambrì è un “debito pubblico”, formato da imposte e oneri sociali. Si parla di circa un milione di arretrati di imposte alla fonte e di circa 750'000 franchi di oneri non versati (dunque molto di più del mezzo milione ammesso pubblicamente dallo stesso Lombardi).
Se queste cifre sono vere, considerato che il monte salari annuale dei giocatori si aggira sui sette milioni di franchi, significa che la società non ha versato i contributi sociali durante la scorsa stagione sportiva. E che non ha pagato le imposte per i giocatori stranieri.
Siccome l’AVS è un creditore “primario”, che sta giustamente alle costole di chi non versa regolarmente gli oneri dovuti, è immaginabile che nei confronti dell’Ambrì siano già state avviate diverse procedure esecutive di incasso. Anche se poi, nella denegata ipotesi in cui le cose dovessero precipitare (ma siamo certi che non sarà così), la società ha ben pochi valori pignorabili. Al limite, se non si trovassero i soldi, si farà come ha detto Lombardi: “Semmai pagheremo di stasca nostra”. Già, perché la legge dice che sugli oneri sociali non si transige e gli amministratori sono personalmente chiamati a garantire eventuali scoperti.
Poi, a completare il quadro debitorio, ci sono un mese di stipendi arretrati, crediti vantati da alcuni fornitori e premi assicurativi non ancora pagati. Forse anche relativi alle quote di secondo pilastro.
Comunque non va bene. Non va bene perché gli oneri sociali sono la prima cosa che una società, soprattutto una società che ha una chiara immagine pubblica come l’Ambrì, deve pagare. È apprezzabile che i dirigenti della società intendano fare al più presto chiarezza sulla situazione. Ma sarebbe un errore concentrare l’attenzione unicamente sul dato sportivo (la licenza per la prossima stagione) ignorando quello “politico” e “sociale”.
Persone vicine alla dirigenza dell’Ambrì non condividono affatto la scelta di speculare sul mancato pagamento di oneri e imposte per far fronte agli impegni finanziari correnti della squadra. E ci si attende che settimana prossima il Presidente Lombardi, anche considerata la carica pubblica che ricopre, essendo presidente del Senato, non si limiti a rivelare i dettagli del “buco” e la strategia per colmarlo. Ci si attende un impegno formale sul “debito pubblico”: il vezzo di speculare sul ritardato versamento di oneri e imposte per far fronte agli impegni correnti non deve diventare la regola e non deve ripetersi.
Tra le iniziative che l’Ambrì sta attuando per recuperare i fondi mancanti c’è “la distribuzione a tutti i fuochi del flyer per la sottoscrizione pubblica delle azioni al portatore da emettere per l'ultima parte dell'aumento di capitale autorizzato approvato all’unanimità dall'Assemblea degli azionisti il 24 agosto 2011”.
Il Consiglio d’amministrazione – si legge nel comunicato della Società -, "anche alla luce della positiva evoluzione sportiva della Squadra, è comunque fiducioso di trovare ora l'appoggio del pubblico per completare l’opera del 2011 e fornire per tempo alla Lega le garanzie richieste. In questo senso, un primo confortante segnale giunge dalla campagna di solidarietà immediatamente lanciata tramite versamenti via SMS. Quasi duemila persone hanno sin qui versato oltre 50'000 franchi, che a loro volta – come ogni versamento libero pervenuto – verranno usati per sottoscrivere azioni i cui diritti di voto alle future Assemblee saranno assegnati ad organizzazioni rappresentative dei tifosi”.