CRONACA
Raccontare storie, casi irrisolti, realizzare film... La strana società di Sollecito in via Aldesago 135
In una palazzina con diversi appartamenti ha sede la SA amministrata dal 29enne che dovrà tornare a processo per l'omicidio di Meredith Kercher

ALDESAGO -  In via Aldesago 135 c’è una palazzina con diversi appartamenti che si affaccia sul golfo di Lugano. Zona tranquilla. In alta collina. Sulle pendici del Monte Brè. Raffaele Sollecito abita qui, perché qui risulta domiciliata la sua società anonima, la Experience Teller Media e Web Management, iscritta al Registro di commercio a novembre 2012. Poi, da inizio marzo di quest’anno, il precedente amministratore è stato sostituito da Sollecito.

Ma sul citofono e sulle cassette postali della palazzina non compare nè il nome della società nè quello di Sollecito.

Ora, scrive oggi LaRegione, anche la Procura di Perugia vuole saperne di più sul 29enne trasferitosi ad Aldesago. I magistrati umbri nei giorni scorsi si sono rivolti al Centro coordinamento polizia e dogane di Chiasso per sollecitare verifiche sulle “utenze telefoniche” e sulla “redditività” dell’azienda a cui fa capo Raffaele Sollecito, uno dei protagonisti, insieme ad Amanda Knox, del caso Meredith Kercher, la studentessa uccisa a Perugia. Ora, dopo che la Cassazione ha annullato la sentenza di assoluzione, Sollecito dovrà essere nuovamente processato.

Il giovane ha ottenuto dal Cantone il permesso di soggiorno B e la possibilità di lavorare come autonomo. La sua società ha uno scopo molto chiaro. Citiamo dal Registro di commercio: “Promuovere e pubblicizzare l'attività di personaggi pubblici e privati, anche mediante Web e programmazione, finalizzata al racconto di storie, riferibili a fatti realmente accaduti o di pure fantasia. Previo regolare mandato da parte degli interessati, stabilisce contatti con case editrici e/o case di produzione cinematografica, finalizzati alla pubblicazione e vendita dei manoscritti e/o alla realizzazione di film. La società propone anche una estensiva raccolta di informazioni su casi giudiziari irrisolti per suscitare nuovo interesse su larga scala e fornire competenze adeguate in vari campi (anche informativi) per la risoluzione degli stessi”.

Ora, alla luce degli accertamenti chiesti dalla Procura di Perugia, è possibile che la magistratura ticinese decida una misura cautelare che restringa la libertà di movimento di Sollecito. La Procura umbra, alla luce degli accertamenti del Ccpd di Chiasso potrebbe decidere di impedire a Sollecito, in attesa del processo, di lasciare l’Italia per più di sei mesi nell’arco di un anno. La Sezione della popolazione del Cantone si vedrebbe così costretta a ritirargli il permesso di soggiorno.

"Per ora non c'è alcuna decisione sul permesso di soggiorno - dice a liberatv.ch il ministro delle Istituzioni Norman Gobbi -. Sono in corso scambi di informazioni tra il Ticino e l'Italia". 

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