CRONACA
Primo Maggio di lotta e di speranza. "Stop allo strozzinaggio del padronato!"
Oltre un migliaio di persone in piazza a Lugano per la festa dei lavoratori. Durissimo discorso del presidente dell'Unione sindacale: "L'imprenditoria parassitaria non deve più godere del diritto di cittadinanza dalle nostre parti "
LUGANO - Un Primo Maggio di lotta e di speranza. Sono questi i messaggi lanciati dal palco di Piazza Manzoni a Lugano da parte del presidente dell'Unione Sindacale Saverio Lurati. Un discorso articolato e appassionato che ha toccato svariate problematiche del mondo del lavoro e dell'economia. I festeggiamenti sono cominciati, secondo tradizione, con il corteo che dal Campo Marzio è sfilato per le vie cittadine fino a Piazza Manzoni, dove hanno preso la parola diversi oratori. Almeno un migliaio i partecipanti.Di seguito alcuni estratti del discorso di Lurati.
"Basta con i super stipendi dei manager"

"Sono sempre i soliti profittatori senza scrupoli a riempirsi le tasche, mentre le differenze salariali tra l’alto e il basso della scala non fanno che aumentare e attualmente sono di 1 a 93. Solo 30 anni fa era di 1 a 6, mentre nel 1988 era di 1 a 14. Per capirci: a Vasella basta lavorare mezza giornata per guadagnare lo stipendio annuale di un suo collaboratore. Ma Vasella e tutta una ridda di manager bancari non sono i soli a riempirsi le tasche, infatti un’élite autoproclamatasi di profittatori, personaggi che pescano a piene mani nel mercato puro e duro continua ad arricchirsi e a riempirsi le tasche grazie ad un sistema self- service di costruirsi lo stipendio"."A metà e in basso alla scala, invece, i redditi sono sempre più sotto pressione al punto tale che i lavoratori in possesso di un certificato di capacità hanno visto i loro salari addirittura diminuire. Un vero e proprio attacco al sistema duale di formazione, che grazie all’apprendistato ha permesso di costruire e arricchire il nostro Paese. E, come se non fosse abbastanza, nel nostro cantone le differenze sono ancora più grandi e le donne ulteriormente penalizzate. È più che ora che le cose cambino! È indispensabile adottare delle contromisure e noi abbiamo una risposta efficace: l’iniziativa 1-12 che vuole plafonare i salari dei manager al massimo a 12 volte quelli dei propri collaboratori meno retribuiti e questo principio andrà applicato con ancora maggiore attenzione ai salari femminili donne".
"Dal padronato azioni di strozzinaggio puro"

"La pressione sui salari è massicciamente aumentata, in quasi tutti i settori il portafoglio ordinazioni è colmo e i prezzi sono elevati, ciò nonostante l’imprenditoria locale e importata si è data allo strozzinaggio. Approfittando della gigantesca crisi occupazionale che sta attanagliando tutta l’Europa, gran parte del padronato ha ingaggiato una corsa senza scrupoli per ottenere il record sul salario più basso corrisposto. Assistiamo così ad azioni di strozzinaggio puro e semplice che niente hanno a che vedere con il riconoscimento del valore del lavoro. E ciò accade ancor di più in presenza di lavoratori distaccati. Diventa pertanto sempre più urgente introdurre un salario minimo obbligatorio di 4000 franchi al mese o 22 franchi l’ora per tutti. Solo così, in Svizzera, oltre 400'000 persone, per tre quarti donne, potrebbero disporre di quanto è necessario per vivere. E tra di loro, purtroppo, una parte importante risiede nel nostro cantone".
"Sbarazziamoci dell'imprenditoria parassitaria"

"È impensabile garantire un futuro ai nostri figli se si continua a sostituire lavoratori residenti con lavoratori provenienti dai più disparati Paesi, costringendoli a prestazioni remunerate indecentemente. La moralità e l’etica devono avere il sopravvento, dobbiamo quindi sbarazzarci di quella parte di imprenditoria parassitaria che non deve più godere del diritto di cittadinanza dalle nostre parti . Se l’imprenditoria locale e importata vogliono continuare a beneficiare della coesione sociale e delle prestazioni dello Stato, oltre che di infrastrutture di prim’ordine, elementi che hanno generato redditività elevata e rendite di posizione invidiabili, dovranno darsi da fare per comprimere al massimo la disoccupazione. Ma lo Stato, il nostro, e i politici che predicano l’austerità, dovranno togliere la maschera. Sì perché a colpi di esternalizzazione e di privatizzazione si cancella l’occupazione dignitosamente retribuita per spalancare le porte al precariato e all’aumento di personale non residente".
"Aiutiamo i pensionati"

"Ma anche i pensionati, coloro che hanno contribuito in maniera determinante alla costruzione della Svizzera, così come attualmente la conosciamo, devono poter contare su redditi migliori. Il nostro patto intergenerazionale più importante, l’AVS, deve essere rafforzato e con l’iniziativa AVS plus anche i redditi medio/bassi potranno beneficiare di un adeguamento importante che permetterà loro di vivere in maniera più dignitosa, come d’altronde previsto dalla nostra Costituzione federale. La raccolta firme è a buon punto e se, come ci siamo ripromessi, raggiungeremo le 100'000 firme in tre mesi, anche questo obiettivo sarà più vicino".
"Il Primo maggio: un momento magico"

Questo è il nostro primo maggio! Un momento di riflessione ma soprattutto un momento in cui, come quando si fa una passeggiata in montagna, si respira a pieni polmoni e si fa il pieno di energia per affrontare le sfide che troppo spesso abbiamo affrontate da soli e che, invece, dobbiamo imparare ad affrontare in modo collettivo. Il primo maggio è un momento magico per il sindacato, il momento in cui, coalizzando i sentimenti dei propri aderenti, riesce ad esprimere il massimo della solidarietà. Il momento in cui, anche in clima di indignazione, riesce ad esprimere un sentimento di positività rispetto alle difficoltà del momento. Il 1° maggio serve a ricordare a tutti i salariati che la lotta non è mai finita e che chi si ferma può solo rimanere indietro!".
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