CRONACA
Furia Lombardi: "Chi vuol fare tiro al bersaglio con l'Ambrì si prenda la responsabilità di becchino"
Durissimo sfogo del presidente biancoblu: "I ripetuti attacchi e addirittura gli appelli pubblici a non partecipare alla sottoscrizione di azioni in corso possono essere devastanti"

QUINTO - Durante la conferenza stampa organizzata per chiarire la situazione finanziaria dell'Ambrì Piotta, il presidente Lombardi aveva colto l'occasione di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Ma nonostante le rassicurazioni e le buone notizie che la dirigenza aveva comunicato settimana scorsa, non tutti sembrano aver recepito il messeggio di speranza lanciato da Filippo Lombardi e l'invito al popolo biancoblu a fare la sua parte con lo slogan: "L'Ambrì vivrà se la gente lo vorrà". Almeno stando alla lettera aperta pubblicata dal sito ufficiale della squadra nella quale Lombardi passa all'attacco.

Il presidente non fa nomi, ma evidentemente di sassolini nelle scarpe ne aveva più di uno. Lombardi lancia l'offensiva contro chi vuole male all'HCAP e vorrebe vedere la squadra scomparire. Non sappiamo se tra gli avversari il presidente biancoblu ci metta pure il consigliere nazionale Fuvio Pelli che lunedì scorso, durante la trasmissione "60 minuti" della RSI, aveva sottolineato, riferendosi direttamente al presidente del Consiglio degli Stati, che "non pagare gli oneri sociali è un reato e non basta una colletta o dire che si pagherà in seguito". Parole che certamente non hanno fatto piacere a Lombardi. Di seguito vi proponiamo la lettera. 

"Non è una novità: gli amici si riconoscono nel bisogno. I nemici anche, ovviamente. Finché tutto va bene, le pacche sulle spalle si sprecano. Ma provatevi a dare per un attimo l’impressione di essere in difficoltà, e vedrete… Lanciando tre settimane or sono l’indispensabile segnale d’allarme sui due milioni che occorreva trovare per garantire il futuro dell’HCAP – segnale che non si poteva lanciare prima, finché la salvezza non era raggiunta sul ghiaccio, e che non si poteva rinviare oltre, viste le esigenze della Lega e dei creditori – sapevo dunque perfettamente quel che sarebbe successo. 

Alcuni hanno capito subito quel che bisognava fare ed hanno provveduto, ricordandosi bene quel che era stato deciso in totale trasparenza all’assemblea straordinaria di Giornico il 15 maggio 2011. Si sono ricordati dell’obbiettivo definito all’epoca e non ancora raggiunto, ed hanno fatto immediatamente la loro parte. Grazie a loro, i due milioni che mancavano tre settimane or sono si sono già ridotti a meno di 1,2.Un GRAZIE di tutto cuore a tutti coloro che – senza grandi discussioni e polemiche che muovono solo l’aria – hanno ricordato l’impegno di Giornico, hanno capito la situazione e soprattutto hanno FATTO e non parlato!Vogliamo fortemente credere che questa tendenza positiva continuerà e che raggiungeremo già nelle prossime settimane l’obbiettivo, senza dover tremare fino al 15 luglio, scadenza fissata dalla Lega nazionale. 

Purtroppo esistono anche altre categorie, ed anche queste le avevamo messe in conto: chi ce l’ha con l’Ambrì e in fondo sarebbe lieto di seppellirlo, chi ce l’ha con il sottoscritto e non perde la ghiotta occasione per regolare qualche conto, chi infine ne sa sempre “una pagina più del libro” e deve insegnare agli altri quello che probabilmente non ha mai dovuto fare lui stesso. Per quanto mi riguarda personalmente, poco importa. Ho sempre saputo che la presidenza dell’HCAP era una scelta altamente rischiosa, che inevitabilmente mi avrebbe procurato poche soddisfazioni e molte “rogne”. 

Sopportare gli attacchi (anche quelli del tutto gratuiti ed ingiustificati) fa parte della mia scelta di mettermi a disposizione quattro anni or sono, in uno di quei momenti neri in cui non si vedevano altre soluzioni. Sempre pronto ad andarmene appena se ne vedrà una. E sempre pronto a mettere anche mano al portafogli, contrariamente alle perfida sfacciataggine di certuni, arrivati addirittura a negare anche questo. Per informazione e non per superbia, bisogna dunque precisare che i membri del CdA in questi anni hanno personalmente contribuito all’acquisto di azioni e alla copertura deficit per oltre un milione, senza contare il loro lavoro totalmente gratuito e varie altre forme di sostegno materiale. 

La storia del “miracolo Ambrì” è del resto fatta di queste cose, come pure di ex dirigenti oggi ancora amareggiati, a distanza di anni e decenni. La sistematica demolizione di chi osa assumere delle responsabilità è un gran brutto vizio, ma appunto: ho deciso di non prendermela e non me la prenderò più, viste le indignate reazioni al mio unico momento di sconforto in queste settimane. 

Per quanto riguarda le sorti dell’HCAP le cose sono però ben diverse: i ripetuti attacchi e addirittura gli appelli pubblici a NON partecipare alla sottoscrizione di azioni in corso possono essere devastanti. Certo, se l’Ambrì non ce la facesse a raggiungere l’obbiettivo e dovesse chiudere, i tifosi, i giocatori ed anche i creditori che attendono di esser pagati sapranno chi ringraziare. Il CdA in tal caso farà il suo dovere verso i creditori con i quali si è formalmente impegnato, poi metterà la chiave sotto lo zerbino e lascerà volentieri spazio ai professori che sanno fare meglio. Diciamolo dunque una volta ancora a chiare lettere: L’attuale sottoscrizione di azioni non è una sorpresa, ma la pura e semplice applicazione delle decisioni prese dalle Assemblee di Giornico e Sementina nel 2011. Il CdA ha gestito correttamente la situazione, ha risolto innumerevoli difficoltà, ha informato con tutta la trasparenza possibile, ha contribuito di tasca propria e lo farà ancora, e in ogni caso farà fronte agli obblighi che si è assunto. 

Al di là di questo, le sorti dell’HCAP dipendono dal suo pubblico, come è sempre stato in passato, e come spiegato in particolare a Giornico nel 2011 e nella conferenza stampa di settimana scorsa. Chi vuol approfittare del momento per un tiro al bersaglio sulla società o la sua dirigenza (spesso anche con cifre inesatte o affermazioni false) si prenda a sua volta la sua responsabilità di becchino, se sarà riuscito a bloccare il sostegno popolare spontaneo (come già appare dal rallentamento delle donazioni per SMS e delle sottoscrizioni di azioni, che pure erano partite molto bene). Noi restiamo fiduciosi e rinnoviamo l’appello a sottoscrivere azioni e a presentarsi alla prossima Assemblea per una confronto serio e costruttivo su ciò che l’Ambrì è o potrebbe essere, su ciò che ha fatto o sbagliato, su ciò che potrebbe fare diversamente, su chi sarebbe più adatto a dirigerlo. Ognuno faccia ciò che crede in coscienza. 

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