I lavoratori hanno dato mandato ai sindacati Unia e Ocst di intraprendere ogni misura di lotta per invitare il padronato a rispettare il contratto collettivo

AURIGENO - Ci sono lotte che sono meno visibili ma sicuramente non mancano di determinazione. Nel mondo dell'edilizia si è più abituati a parlare dei problemi che riguardano l'edilizia principale. Poco si sa della situazione nei settori affini. È il caso dei lavoratori del granito e delle pietre naturali che - come si legge in un comunicato congiunto di UNIA e OCST - "sono pronti a iniziare una stagione di lotta sindacale se il padronato dovesse persistere nella violazione delle disposizioni del Contratto nazionale mantello (Cnm) dell'edilizia, che tutte le imprese del settore con sede in Ticino sono tenute a rispettare, così come ha stabilito in gennaio il Consiglio federale respingendo un ricorso dell'Associazione industrie dei graniti, marmi e pietre naturali del Ticino (Aigt)".
I lavoratori sono risoluti nell'affrontare anche con lo sciopero la vertenza. Lo hanno messo nero su bianco, dopo essersi riuniti in assemblea, in una risoluzione approvata all'unanimità. "I lavoratori giudicano «provocatorio» e «grave» l'invito dell'associazione padronale alle imprese affiliate a non rispettare il Contratto nazionale mantello e dunque tutta una serie di norme e garanzie in particolare in materia di salari minimi, scatti, indennità, termini di disdetta e prepensionamento".
Per i lavoratori si tratta di "un ulteriore grave affronto ai lavoratori, artefici principali del benessere delle aziende", si legge nella risoluzione, in cui si rileva tra l'altro come la scelta dell'illegalità danneggi le stesse imprese, visto che il mancato rispetto del Cnm comporta l'esclusione da ogni appalto pubblico.
"L'Assemblea dei lavoratori a questo punto chiede l'immediato ripristino della legalità ed invita l'Aigt a sedersi al tavolo delle trattative per verificare concretamente la possibilità di sottoscrivere un nuovo Contratto collettivo di lavoro cantonale (decaduto a fine 2011 e non rinnovato per volontà del padronato) che tenga conto delle specificità settoriali. Nel contempo, i lavoratori danno mandato alle organizzazioni sindacali di aprire una stagione di lotte sindacali, di utilizzare ogni mezzo di pressione per far rispettare il Cnm e di prepararsi ad organizzare attività di protesta, compresa l'astensione dal lavoro in tutto il settore per una o più giornate".