CRONACA
Posteggi abusivi alle Fornaci, scende in campo la FTIA: "Si facciano un esame di coscienza"
"Non possiamo che deprecare l’illegalità della situazione, auspicando che la circostanza venga al più presto risolta. È sufficiente un accordo scritto tra la proprietà del sedime e la polizia".

LUGANO – Sulla vicenda del posteggio selvaggio al park and ride delle Fornaci, con posti riservati a disabili e auto elettriche occupati abusivamente, prende posizione la FTIA, con una nota firmata da Daphne Settimo, responsabile della comunicazione. Ecco il testo.

“Da quarant’anni la Federazione Ticinese Integrazione Andicap si impegna per favorire l’integrazione della persona con andicap nella nostra società.
La disabilità (che la si intenda quale “minore abilità” piuttosto che “diversa abilità”) è definita tale da una realtà che non rispetta le esigenze di tutte le persone. Se la nostra società fosse costruita nel rispetto delle peculiarità di tutti i cittadini che la compongono, siano esseri ipovedenti, ciechi, sordi, o che presentino problemi di mobilità, semplicemente non saremmo costretti a scegliere un termine per identificare chi si trova nella condizione di vivere in un mondo che non sempre è adatto alle proprie necessità.
 
Per favorire la quotidianità della persona con andicap esistono dei servizi speciali, come, ad esempio, i parcheggi riservati. La spiegazione del perché siano necessari è ovvia: per chi è costretto a muoversi su una carrozzina, è indispensabile un posteggio dalle dimensioni maggiorate, al fine di consentire all’autista di effettuare le manovre necessarie al trasferimento dalla e sulla carrozzina, nonché il carico della stessa sul proprio veicolo.

Per poter usufruire di questi spazi è necessario essere muniti di un permesso rilasciato dall’Ufficio della circolazione. La legge prevede, nei luoghi pubblici, un parcheggio disabili ogni 50 luoghi di sosta.

Che dire del malcostume di chi occupa questi posti abusivamente? Ovviamente non possiamo che deprecare l’illegalità della situazione, auspicando che la circostanza venga al più presto risolta, ragion per cui è sufficiente un accordo scritto tra la proprietà del sedime e le forze di polizia.

Per concludere, ai contravventori l’invito ad un piccolo esame di coscienza. Forse non hanno mai assistito al trasferimento di una persona in carrozzina dal mezzo ausiliario all’autovettura: capirebbero che la vita, a volte, si vede forzatamente rallentare, e anche per questo è auspicabile una certa vicinanza del parcheggio all’accesso principale di un luogo pubblico o, come in questo caso, al trasporto fornito dalle TPL”.

 

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