"Se continuano a giocare così, soprattuto in difesa, possiamo sognare" dice il talento biancoblu che con la nazionale di Simpson ha fatto la prima settimana di preparazione

AMBRÌ - Diciamolo chiaramente: la nazionale di hockey in Ticino non ha mai scaldato i tifosi. Dalle nostre parti si vive la passione per le proprie squadre e quando finisce il campionato c'è chi non vede l'ora di ritornare allo stadio a settembre, in preda a vere e proprie crisi d'astinenza. In pochi si appassionano per le varie Deutschland Cup o le amichevoli dei rossocrociati che sospendono la regular season. Merito forse del campionato, probabilemente anche demerito della nazionale che negli ultimi anni ha inanellato parecchie delusioni negli appuntamenti internazionali che contano, mondiali in primis.
Ed è così che quest'anno la trasferta scandinava dei ragazzi di coach Simpson è stata vissuta con un misto di sufficienza, scetticismo e qualche critica da parte di stampa e tifosi. Ma lo sport è anche imprevedibilità, la passione per una squadra può anche arrivare in modo graduale, e poco importa se ci si ritrova a rimangiarsi le proprie perplessità e le critiche. In tutto questo il merito è della nazionale di hockey che in Svezia, prima di impressionare il mondo, ha colpito in patria. Una nazionale che ora sta facendo sognare un paese intero, Ticino compreso.
Otto vittorie di fila, sette entro i sessanta minuti, un power play che fa tremare tutti, una difesa che non guarda in faccia a nessuno, hanno permesso ai rossocrociati di mettere in fila le potenze dell'hockey mondiale. Ora si può sognare in grande grazie a una storica semifinale conquistata a spese della Repubblica Ceca. Insomma la Svizzera dell'hockey è forte e ora se ne sono convinti anche i tifosi elvetici.
Chi però è veracemente appassionato di hockey la nazionale l'ha sempre seguita e sostenuta. C'è poi chi la nazionale l'ha pure vissuta e il sogno di giocare il mondiale in Svezia lo ha sfiorato. Stiamo parlando di Inti Pestoni che con la squadra delle meraviglie ci ha passato una settimana di preparazione prima di tornare a casa. "È chiaro che ogni giocatore spera di poter indossare la maglia della nazionale e anche io ci ho sperato. Insomma mi è dispiaciuto, ma Sean Simpson mi ha spiegato la sua scelta e mi ha confermato che sto lavorando bene e sto andando nella giusta direzione. Io continuo a lavorare duro anche per poter giocare un giorno un mondiale da protagonista" ci dice il talento biancoblu.
Inti comunque non si perde una partita e anche ieri ha gioito con per la vittoria della Svizzera contro la Cechia e "come ogni svizzero sono orgoglioso e fiero di questa nazionale". Ma qual'è il segreto di questa squadra? Per Pestoni ci sono diversi elementi: "La chiave è la difesa con due ottimi portieri come Gerber e Berra. Ma c'è anche il gruppo sul quale Simpson ha lavorato molto grazie anche a una lunga preparazione. Inoltre ci sono giovani come Suri e Holenstein che stanno facendo molto bene, senza dimenticare i giocatori con più esperienza come Plüs e Gardner. Rispetto agli anni passati - aggiunge Inti - siamo a riusciti a fare quel passo in avanti con le squadre "piccole" che ci facevano soffrire e perdere per strada i buoni risultati che si riusciva ad ottenere contro le grandi".
Con la semifinale di domani contro gli Stati Uniti la Svizzera ora può rivendicare con orgoglio il suo posto tra le migliori del mondo. E ad essersene accorti sono anche gli scout della NHL che hanno guardato con attenzione ai talenti elvetici e i rumors dicono che ad approdare ne campionato più importante del mondo potrebbero essere molti giovani talenti della nostra nazionale. "È normale. Chiunque inizia a giocare a hockey sogna di poter giocare in NHL. Forse questa situazione può influire su nostro campionato, ma è nella normalità delle cose e alla fine comunque fa bene anche al nostro hockey" ci dice Inti Pestoni che quando ha saputo che una star di NHL, compagno ad Ambrì durante il lock out, come Matt Duchene ha chiesto "ma perché non c'è nessuno dell'Ambrì in nazionale? Dov'è Inti Pestoni?" è rimasto impressionato dai complimenti del canadese dei Colorado Avalnche.
Ma tornando alla semifinale di domani, Inti che guarderà con gli amici a casa la partita, ha le idee chiare: "Devono continuare a giocare come stanno facendo soprattutto in difesa. Ora si può sognare la finale. Pronostico? 3 a 2 per noi (nei sessanta minuti)".
Ne approfittiamo per parlare anche un po'di Ambrì con Pestoni. "Ci fidiamo della dirigenza e siamo fiduciosi. Noi dobbiamo fare il nostro lavoro, dare il massimo per questa squadra" dice Pestoni che non ha nessun rimorso in un epoca dove giocare per club più vincenti può anche voler dire sognare in grande, America compresa: "Ho deciso di rimanere ad Ambrì e sono sempre convinto di questa scelta. Sono nato qua, è la mia squadra. E per un giovane è importante avere ghiaccio per farsi notare ed essere protagonista. Ciò che non sempre accade nei grandi club".
ItaCa