CRONACA
"PVP Lugano: ma quanto ci vuole a risolvere i problemi di Corso Elvezia?"
Un lettore ci scrive: "Il mio timore – e spero vivamente che sia infondato – è che il municipio abbia archiviato l’incarto PVP con un bel timbro “evaso”. E sarebbe un’assurdità..."

di Francesco Dias*

All’indirizzo www.pvp-luganese.ch ancora oggi si legge: “meno traffico nei quartieri residenziali, in città si vivrà meglio”; “gli assi principali di collegamento tra i quartieri, così come le strade interne, sono  stati progettati per proteggere le zone residenziali”; “è necessario limitare il traffico parassitario”.

È passato quasi un anno da quando il nuovo PVP è entrato in funzione, e i problemi di traffico intorno a Corso Elvezia sono visibili a tutti: traffico aumentato del 35 % (parole di Angelo Jelmini) e colonne interminabili in Via Bossi e Via Canonica, che si sono trasformate in scorciatoie per il lungolago, perché il PVP non prevede alternative per accedervi. Si tratta di due vie “interne”, a carattere residenziale e con parcheggi su entrambi i lati: ma spesso si ha difficoltà ad uscire dall’auto dopo aver parcheggiato, visto che il traffico è quasi sempre paralizzato su tutta la strada. L’immissione su Corso Elvezia inoltre si è resa difficoltosa – nonché molto pericolosa. 

Soluzioni ce ne sarebbero: potrei elencarne almeno tre, ma non credo sia questa la sede. Ma se – come ha ribadito Angelo Jelmini durante la conferenza stampa del dicembre scorso –  il “cruccio maggiore” del nuovo PVP sono proprio Corso Elvezia e le vie adiacenti, perché si attende tanto a metterle in atto, o almeno a sperimentarle?

Il mio timore – e spero vivamente che sia infondato – è che il municipio abbia archiviato l’incarto PVP con un bel timbro “evaso”. Sarebbe un’assurdità: il PVP richiede ancora alcuni aggiustamenti. Come testimoniano il disagio di chiunque si trovi a passare, se non addirittura a risiedere, nella zona intorno a Corso Elvezia, e la petizione, firmata in poco tempo da ben quattrocento persone, e che sembra essersi perduta nei corridoi del Municipio. 

Se invece così non è, il Municipio si esprima al più presto su come risolvere questo problema “piccolo” ma importante per chi sperava che con l’attuazione del PVP a Lugano si sarebbe potuto “vivere meglio”: come proclama il, peraltro bellissimo, sito del PVP.

*architetto

 

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