Il vice presidente di Hotellerie Suisse Ticino Federico Haas traccia un primo bilancio e rilancia: "Abbiamo bisogno di un'offerta culturale d'avanguardia per attirare turisti"

LUGANO - La primavera più piovosa degli ultimi dieci anni non fa storcere il naso solo ai residenti o a chi ha organizzato qualche manifestazione all'aperto. Nemmeno gli albergatori hanno il sorriso sulle labbra mentre scrutando il cielo colmo di nuvole cariche di pioggia. E l'esondazione del Verbano a Locarno ha complicato ancor di più i piani di chi si occupa di turismo, soprattutto in questo week end lugno di Pentecoste.
Tuttavia gli operatori del settore non si lasciano abbattere e vedono comunque alcuni lati positivi. Per avere un primo bilancio di questo lungo fine settimana, abbiamo raggiunto al telefono il vicepresidente di Hotellerie Suisse Ticino Federico Haas.
Allora signor Haas, si può trarre un primo bilancio di questi tre giorni sotto l'acqua?
"Diciamo che l'affluenza è stata soddisfacente. Non buona, non c'è stato il tutto esaurito, ma si può essere soddisfatti".
Si è trattato di clienti che avevano già prenotato e quindi non hanno disdetto?
"Sono stati principalmente pernottamenti last minutes di clientela piuttosto variegata, ma in buona parte proveniente da oltre Gottardo".
Quindi le notizie relative all'esondazione del lago a Locarno non hanno scoraggiato i turisti?
"Il Locarnese ha un po' sofferto, ma in tutto il Cantone la meteo non ha certo aiutato. Questo era il primo grande week end lungo e diciamo che nonostante tutto la gente si è mossa pernottando per due notti, un mordi e fuggi insomma. Alla fine il bilancio è in chiaro-scuro".
Il turismo ticinese è condannato ad essere ostaggio della meteo?
"Per il nostro settore è necessario avere attrattori di pubblico e in questo senso è indispensabile avere un'offerta culturale d'avanguardia che possa supplire alle variabili meteorologiche. Al momento in Ticino l'offerta è carente. Speriamo che il LAC di Lugano possa sopperire a questa mancanza. Sarebbe una buona alternativa e per noi è vitale. Inoltre molti alberghi, parlo per Lugano, non hanno a disposizione strutture wellness e quindi guardiamo positivamente all'apertura dello Splash a Rivera. Diciamo che la politica e le istituzioni hanno ancora parecchio da lavorare per promuovere le infrastrutture e il territorio a favore dell'offerta turistica".
Negli scorsi giorni sui principali quotidiani italiani sono state pubblicate diverse pubblicità di Svizzera Turismo. Trova che questi investimenti, questa promozione a tappeto, sia una buona strategia (soprattutto in un paese che comunque è in difficoltà economica)?
"Ho i miei dubbi. Sicuramente è auspicabile, anche per il Ticino, una sensibilizzazione del mercato italiano. Bisogna però considerare la situazione del cambio che per il momento vede sempre un franco forte rispetto all'euro. L'albergatore in questo contesto lavora con i prezzi, cercando di renderli accattivanti e dando valore aggiunto all'offerta ad esempio con la Ticino discovery card. Abbiamo notato che la clientela si muove quando scendono i prezzi. Molti aspettano l'ultimo minuto, quando gli alberghi fanno gli sconti per occupare i posti rimasti liberi, per fare la loro scelta. Questo però è un meccanismo perverso perché lavorare unicamente su prezzi vantaggiosi per noi vuol dire che a lungo termine non si potranno fare investimenti e i margini di guadagno si assottigliano".
ItaCa