Luca Nisi di Meteo Svizzera: "Quello di Oklahoma è stato impressionante: oltre un miglio di diametro e venti a 300 chilometri orari. Difficile evitare la distruzione"

LOCARNO MONTI - "Impressionante". È il primo aggettivo usato da Luca Nisi, esperto di temporali che lavora per MeteoSvizzera. Costantemente aggiornato sulla situazione climatica negli Stati Uniti, Nisi, che abbiamo raggiunto al telefono, ci fornisce in tempo reale alcune informazioni. "Ecco in questo momento è segnalato un tornado in Indiana. Nelle prossime ore ad essere toccate dovrebbero essere le zone vicine a Dallas nel Texas".
Quello che ha devastato Oklahoma portando morte e distruzione è subito balzato sulle prime pagine dei media a livello mondiali perché "è il primo di una stagione che è stata tranquilla sino a qualche ora fa. Stagione che è stata al di sotto della media annuale per quanto riguarda i tornado. Si è passati da zero a 18 registrati a partire da qualche giorno fa. Ciò che copisce non è solo il numero ma la dimensione di questi vortici".
Nisi osserva le caratteristiche di quello che si è abbattuto qualche ora fa negli Stati Uniti e ribadisce quanto sia impressionante: "Su una scala da uno a cinque quello di ieri è stato classificato al massimo della pericolosità. Ha avuto un diametro di circa un miglio e i detriti dono stati proiettati a circa tre miglia, e i venti hanno soffiato fino a 300 chilometri orari. L'allarme è arrivato tramite i media e le sirene con circa un quarto d'ora di anticipo. Solitamente l'allarme scatta dieci minuti prima. Questo era talmente chiaro nella sua formazione che è stato previsto leggermente in anticipo".
Se la devastazione fino a un certo punto è causata dalla forza inarrestabile della natura, dall'altra c'è anche una componente umana che dipende da come vengono costruite le case. Ma con un vortice come quello di Oklahoma "anche una casa in cemento armato avrebbe ceduto, c'è poco da fare" ci dice Nisi che per capire meglio questo tipo di fenomeno l'anno scorso è stato negli Stati Uniti per osservarli da vicino.
Ma cos'è un tornado? "Ci sono diversi fattori complessi che causano la formazione di questi vortici. Per semplificare si può dire che è lo scontro violento di due masse d'aria: una è calda e umida, di origine subtropicale, e normalmente proviene dal Golfo del Messico. L'altra è fredda e secca. Questo scontro provoca una rotazione e quindi la formazione di un tornado che normalmente deve trovare un terreno sul quale non c'è attrito. Possono durare una decina di minuti se sono di bassa intensità. Quello di cui stiamo parlando invece ha percorso diversi chilometri ed è durato circa 45 minuti. Succede normalmente negli Stati Uniti, ma ricordo che qualche settimana fa ce n'è stato uno in Emilia Romagna classificato quattro su una scala di cinque".
Quindi alle nostre latitudini, per la conformazione geografica del territorio, siamo abbastanza sicuri che non ci potranno mai essere dei tornado grazie anche alla protezione garantita dalle montagne. "Diciamo che si ha notizia di un fenomeno simile un centinaio di anni fa nel Locarnese, ma si trattava probabilmente di una piccola tromba d'aria partita dal lago" ci dice Luca Nisi.
ItaCa