Lunedì inizia alle Criminali di Lugano il processo contro Hector Moron e Paolo Guarnieri, in carcere dall'ottobre scorso. Carolo: "Confido nella Giustizia". GUARDA LA VIDEO INTERVISTA

di Marco Bazzi
LUGANO – “Ho incontrato Tito in carcere domenica scorsa. Di salute sta bene, ma moralmente è distrutto. Sette mesi in prigione sono un’esperienza molto dura per chiunque”.
Alla vigilia del processo, che inizierà lunedì 27 maggio alle Assise Criminali Lugano, parla il fratello di Hector Bravo Moron, detto Tito, che per anni è stato il Re della movida luganese. Carolo Bravo, fratello minore di Tito, sarà in aula settimana prossima per seguire il dibattimento.
Dice a liberatv.ch: “Spero in un processo equo e in un giudizio sereno da parte della Corte. Non intendo fare il difensore di mio fratello. A questo penserà il suo legale, Elio Brunetti. Voglio solo dire che confido nella Giustizia e spero anche che non vi sarà accanimento da parte della stampa. Se Tito ha sbagliato pagherà per i suoi errori”.
Hector Bravo, venne arrestato a metà ottobre 2012 insieme all’ex responsabile marketing del Casinò di Lugano, Paolo Guarnieri, nell’ambito dell’inchiesta nota come Nyxgate.
il Procuratore Generale John Noseda ha rinviato a giudizio i due imputati a inizio marzo. Moron e Guarnieri erano responsabili del Nyx, la discoteca del Casinò. Le ipotesi di reato nei loro confronti, sia singolarmente sia in correità, sono molteplici, e rispecchiano in sostanza quanto già indicato dal Ministero pubblicato il 18 ottobre 2012, quando l’inchiesta era appena agli inizi.
In particolare, Bravo Moron è accusato di correità in sequestro di persona , correità in lesioni intenzionali semplici e correità in omissione di soccorso per alcuni episodi legati alla gestione dei servizi di sicurezza dei suoi locali.
Per Guarnieri l'accusa è di ripetuta truffa, ripetuta falsità in documenti e inganno nei confronti delle autorità. In correità fra loro, i due dovranno infine rispondere di favoreggiamento, amministrazione infedele aggravata, bancarotta fraudolenta, truffa consumata e tentata e falsità in documenti.